Il Tirreno

Livorno

DIETRO LE QUINTE L’INCUBO DI CAUSE LEGALI

di MAURO ZUCCHELLI

di MAURO ZUCCHELLI Attorno all'ospedale rischia di andare in scena un balletto infinito di tatticismi: fra orfani della costruzione del nuovo ospedale (finiti all'opposizione) e i sostenitori della...

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di MAURO ZUCCHELLI

Attorno all'ospedale rischia di andare in scena un balletto infinito di tatticismi: fra orfani della costruzione del nuovo ospedale (finiti all'opposizione) e i sostenitori della ristrutturazione di quello attuale (ora arrivati nella stanza dei bottoni), c'è il pericolo che prevalga semplicemente la paralisi delle scaramucce. Non è forse quel che lamenta l'Ordine dei medici?

Non è qui il caso di pesare i torti e le ragioni dell'una o dell'altra ipotesi, ma semmai di riuscire a scegliere una strada. Anche perché un ospedale dimezzato non è nell'interesse dei livornesi ma nemmeno dei pisani: anche da Cisanello chiedono che Livorno funzioni perché altrimenti l'overdose di richieste manda in tilt anche il polo pisano.

Dietro le quinte del rimpallo di colpe e guai fra Palazzo Civico e Firenze sull'asse del conflitto M5s vs Pd c'è anche qualcos'altro. No, non è solo il ping ponmg di ripicche fra l’unica città toscana a guida pentastellata e il governo regionale rimasta saldamente in malo al Pd. No, non è nemmeno soltanto lo scontro nel segno del cemento fra il “partito” della ristrutturazione e quello della costruzione. C’è di più: è l'incubo di esser costretti, per un verso o per un altro, con il possibile macigno delle penali che potrebbero esser richieste dall'impresa risultata in testa a conclusione della gara d'appalto. Certo, non c'è stata l'aggiudicazione formale e non sono previste penali specifiche nel bando, lo dice la stessa Regione, ma con oltre 190 milioni di euro in ballo non è difficile prevedere una battaglia legale senza esclusione di colpi.

Ecco perché, da un lato, il Comune guidato dal sindaco-simbolo dei M5s (fino a domenica scorsa) vuole che tutti i vari enti facciano quadrato con lui e non lo lascino solo in un eventuale scontro sulle penali: dunque, da Palazzo Civico si chiede che l'atto di svolta sia un patto istituzionale.

Ecco perché, al contrario, la Regione ce la mette tutta per non lesinare dubbi sulla scelta di ristrutturare l'esistente: proprio per chiamarsi fuori e tutt'al più prendere atto della volontà altrui, badando proprio a marcare la distanza.

In mezzo ci sono i livornesi.

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