Gioco
Maxi concorso per infermieri La carica dei 6mila in tribuna
Alle preselezioni di Livorno viaggio tra le speranze di disoccupati e precari «Ormai un lavoro è un sogno». Ma qui sono in ballo 500 assunzioni all’anno
LIVORNO. C’è chi è appena uscito dall’università, ha una laurea triennale in mano e tanta voglia di entrare nel mondo del lavoro. C’è chi è al decimo concorso, «ma niente, oggi è dura e ci riproviamo». C’è chi ha già un contratto, però a tempo determinato e quindi spera di uscire presto dalla gabbia del precariato. E c’è anche chi ha un lavoro fisso, ma all’estero, «e vuoi mettere con un posto in Toscana, magari vicino casa?». Ecco le storie delle oltre 6mila persone, per la maggior parte ragazzi disoccupati e precari tra i 25 e i 30 anni, che ieri mattina si sono presentate al Modigliani Forum per le preselezioni del maxi concorso pubblico per infermieri. File lunghissime già dalle prime luci dell'alba, file lunghissime per un test e un sogno. «Sì, perché ormai un posto di lavoro è un sogno», ha ricordato qualcuno sotto il sole, tra documenti firmati, ricevute (10 euro il costo dell’iscrizione) e codici personalizzati per il quiz (80 domande a risposta multipla, 70 minuti a disposizione). Poi tutti sugli spalti, non per un concerto o un canestro, ma per il futuro.
VALANGA DAL SUD. Livorno, comunque, era solo una delle tre sedi di questa mega preselezione, alla quale si erano iscritti più di 15mila laureati (15.637 per la precisione) provenienti da ogni angolo d'Italia: oltre 6mila in città, altrettanti al Mandela Forum di Firenze e circa 3mila al Pala Estra di Siena. Al Modigliani Forum c’erano soprattutto ragazzi del Sud e delle isole: pugliesi, campani, siciliani... Tantissimi partiti in pullman lunedì sera (da Salerno, da Foggia...) e con poche ore di sonno sulle spalle, altri arrivati in macchina o in treno dalle zone più vicine della Toscana. E poi anche i livornesi, ovviamente. Quasi tutti con il sorriso, senza quell’ansia che mangia lo stomaco prima di ogni esame universitario. «Tanto ormai fare concorsi è diventato un hobby», hanno scherzato Arianna e Maria Pia, due ragazze pugliesi di 25 anni. E anche stavolta non sarà semplice, perché il numero di iscritti è altissimo e le assunzioni dipenderanno dalle richieste.
1.500 POSTI? Questo maxi concorso è stato organizzato dall’Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale), che nelle prossime settimane dovrà stilare una graduatoria in base ai test di ieri mattina. I migliori 2.500 passeranno alla fase successiva e, dopo l’estate, parteciperanno al vero e proprio concorso (una prova scritta e una orale). A quel punto ci sarà un’altra graduatoria, dalla quale potranno attingere tutte le aziende e tutti gli enti del servizio sanitario regionale: l’elenco sarà valido per 3 anni, quasi sicuramente a partire dall’inizio del 2017. «Di solito sono circa 500 le richieste annuali», le parole degli organizzatori del concorso, quindi potrebbero esserci 1.500 assunzioni in Toscana nel giro di 36 mesi. Una previsione, sia chiaro, non una certezza. In ogni caso sarebbe un gran risultato, visto il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese. «Infatti siamo stati costretti ad andare via dall’Italia - hanno sottolineato due ragazzi di Massa, Tommaso e Ilaria - purtroppo qui non c’erano opportunità per noi. Noi lavoriamo all’estero, ovviamente come infermieri, ma ci piacerebbe tornare a casa».
LE SPERANZE. Centinaia di chilometri percorsi, tanti sacrifici, poche ore di sonno, qualche spesa da sostenere... Per tanti ragazzi è stato un viaggio della speranza, neanche semplice dal punto di vista logistico. Un esempio? Giovanni, Valentina, Assuntina e Federica - quattro laureati di Benevento tra i 23 e i 28 anni - sono andati in treno a Caserta e lì sono saliti sul pullman per Livorno: la partenza nella tarda serata di lunedì, una nottata in autostrada tra libri e fermate in autogrill, l’arrivo al Modigliani Forum, il test, la consegna e altre 6-7 ore di viaggio per rientrare a casa. «Un posto di lavoro? A questo punto va bene anche nel 2030...», la disperata ironia di un ragazzo pugliese. Perché sì, è proprio «un sogno». Che però stavolta può diventare realtà, anche se siamo ancora all’inizio di un percorso pieno di ostacoli e tappe. E di speranze.
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