Il Tirreno

Livorno

Lavori sociali, bando a rischio flop

di Matteo Scardigli
Lavori sociali, bando a rischio flop

L’allarme dell’assessore Martini: abbiamo le mani legate. Talini (Cna): uniti davanti al ministero

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LIVORNO. In arrivo un nuovo bando regionale da 3 milioni di euro per i “lavori di pubblica utilità” (Lpu), ma il Comune non può co-finanziare l’assunzione di lavoratori. L’assessora Francesca Martini lancia un appello alla responsabilità di amministrazioni ed imprese del territorio: «Abbiamo le mani legate ma siamo pronti a battere ogni strada, dobbiamo cogliere ogni opportunità per quanto piccola».

La questione emerge durante la riunione della terza commissione consiliare di Palazzo Civico: pronti a partire i contratti per il bando del 2015, mentre s’intravede uno spiraglio per gli esodati. Tre milioni per tutta la Toscana, due e mezzo dei quali destinati alle aree di crisi (da dividere quindi con Massa e Piombino), per finanziare progetti di lavori di pubblica utilità attraverso i quali assumere part-time e a tempo determinato lavoratori in mobilità.

In tempo di crisi è una boccata d’ossigeno, che il Comune però non può erogare. «I vincoli di regolamento non ci consentono di assumerci il costo del lavoratore neanche attraverso le partecipate, e non possiamo noi dare soldi a terzi», spiega Martini. E aggiunge: «Partiranno invece a luglio le assunzioni del 2015».

Nicoletta Leoni intanto mette i paletti ai privati: «Il bando sarà aperto al più tardi la prossima settimana, chi propone i progetti deve attenersi all’interesse pubblico». Scettico Piero Nocchi, assessore al comune di Rosignano: «Le difficoltà burocratiche sono scoraggianti anche per le amministrazioni, io non ci credo ma non ci tiriamo indietro». Critico anche Fabrizio Zannotti (Cgil), che tuttavia indica un appiglio: «Dei lavoratori selezionati nel bando 2015 non ne è stato preso ancora uno, trattandosi comunque di assunzioni è possibile ricorrere alla Naspi per poter dare loro un sostegno, almeno per gli esodati».

Per la Cna risponde Dario Talini: «Le aziende possono partecipare, ma il territorio deve imparare a coccolarle. Occorre fare fronte compatto di fronte al Ministero condividendo responsabilità e strategie: lottiamo contro il tempo anche in vista della partenza dell’accordo di programma».

Sottoscrivono anche Donatella Parrini (Cisl) e Franco Rossi (Uilm): auspicano proposte innovative comprendenti formazione per i lavoratori e nuovi investimenti. Per Marco Bruciati (Buongiorno Livorno) però le buone intenzioni non bastano: «Le imprese devono intervenire. Di fronte all’emergenza bisogna pensare oltre i “Lpu” per fare vera crescita del territorio». Valter Sarais (M5s) prende la palla al balzo: «L’alternativa si chiama reddito di cittadinanza, sostenuto da una lotta comune ai tagli dall’alto». E mentre Elisa Amato (Fi) lamenta «l’assenza di un interlocutore prezioso come la Regione», Marco Cannito (Città diversa) tende una mano a Martini: «Proponete detrazioni e incentivi fiscali, mettiamo insieme tutte le proposte ma facciamo presto». Scoraggiata ma disponibile Martini: «Nelle cabine di regia sulla questione del lavoro parlo da sola, sì all’idea di un documento condiviso anche se servirà a poco».

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