Gioco
Ebrei, si rinnova il consiglio Mosseri scelto anche per Roma
LIVORNO. Dall’«election day» di domenica scorsa, in cui si sono tenute le elezioni per il rinnovo dei consigli delle comunità ebraiche di tutto il Paese, e dei rappresentanti del consiglio dell’Ucei...
LIVORNO. Dall’«election day» di domenica scorsa, in cui si sono tenute le elezioni per il rinnovo dei consigli delle comunità ebraiche di tutto il Paese, e dei rappresentanti del consiglio dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), a Livorno è uscita in pratica la riconferma in blocco dei membri uscenti. Sono stati riconfermati infatti Silvia Ottolenghi Bedarida, Vittorio Mosseri, Gianfranco Giachetti e Franco Levi. Unica novità, l’ingresso di Gadi Polacco, consigliere di vecchia data (almeno 4 mandati in passato) ma una new entry per quest’anno, che si somma però all’esclusione di Guido Servi, vicepresidente uscente, e unico a non essere riconfermato dei membri del precedente mandato in cui aveva ricoperto l’incarico di responsabile della cultura. Consiglio che proprio per evitare stalli nelle votazioni e avere una maggiore operatività era stato deciso, in seguito ad una modifica dello statuto, di far scendere da 6 a 5 membri. Tra i candidati che non sono stati eletti anche Guido Guastalla in passato ha ricoperto più volte la carica diconsigliere.
Nei prossimi giorni ci sarà il passaggio di consegne tra vecchi e nuovi, e al tempo stesso verranno decise e attribuite le nuove deleghe. Per il posto al consiglio nazionale, invece, l’unico che può esprimere una comunità delle dimensioni di quella livornese, è stato scelto Mosseri. Una scelta strategica che fa coincidere non solo il ruolo di rappresentante a Roma con quello di un consigliere interno alla comunità, cosa che nel recente passato non era avvenuta, creando qualche distonia, ma anche sfruttando il maggior peso di Mosseri, che della comunità livornese è anche presidente.
Gli aventi diritto al voto erano circa 500 e hanno votato grossomodo la metà. «Un voto che non dovrebbe avere un astensionismo motivato - spiega Polacco - perché non ha una base politica quindi sono tutti segnali questi che inducono a lavorare con modestia e seriamente per recuperare questo rapporto».
Giovani che emigrano all’estero e quindi una media di età che avanza, per cui ora avanzano le priorità ora sono gli aspetti sociali e in parallelo con quello che succede un po’ ovunque il recupero di qualche disaffezione un allontanamento dalla frequentazione attiva che impone di cercare di recuperare un rapporto più attivo possibile. «Le comunità sono lo specchio della città - aggiunge Polacco - per cui in una città con tante problematiche come la nostra anche la comunità risente delle sue stesse problematiche». Un altro dei punti che la comunità dovrà guardare con sempre maggiore attenzione, sempre per Polacco è quello del dialogo con le altre religioni, al di là della retorica. E’ importante quindi più che mai, viste le dinamiche della società livornese, coltivarla in particolare attraverso l’associazione ebraico cristiana che a Livorno ormai da diversi anni ha ripreso grande vigore.
Enrico Paradisi
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