Il Tirreno

Livorno

Business della salme, esposto dei privati in Procura contro la Svs

di Lara Loreti
Business della salme, esposto dei privati in Procura contro la Svs

Livorno, l’accusa: «Non devono fare il trasporto salme a Pisa». Ma l’associazione mostra le carte: «Abbiamo vinto una gara pubblica»

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LIVORNO. Il caro estinto torna a essere oggetto di diatribe in un ping pong di accuse. Da una parte la Federcofit (Federazione comparto funerario) che si rivolge alla Procura con un esposto in cui contesta l’affidamento dell’incarico del trasporto di cadaveri tra gli stabilimenti di Cisanello e Santa Chiara alla Svs di Livorno. Dall’altro la società funebre della stessa associazione di via San Giovanni che ribatte sventolando le carte che dimostrano che quell’incarico è stato loro affidato attraverso una regolare gara, regolarmente vinta. Versione che viene confermata anche dall’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Stiamo parlando di una gara d’appalto indetta nel 28 marzo 2014 dall’allora Estav NordOvest, vinta dal servizio funebre della Svs con comunicazione ricevuta il 5 agosto 2014, ma che per ritardi vari è diventata operativa la scorsa settimana.

Dura l’accusa della Federcofit, che ipotizza un conflitto di interesse tra il compito del trasposto salme e il lavoro svolto dalla Svs nell’organizzazione dei funerali. Secondo la federazione, come si legge nell’esposto firmato dal segretario nazionale Giovanni Caciolli, quell’incarico è stato affidato all’impresa livornese «nel totale dispregio dei ripetuti interventi dell’autorità garante della concorrenza e del mercato e degli orientamenti normativi affermati in tutte le realtà territoriali del nostro Paese».

In sostanza il rappresentante delle agenzie private di onoranze funebri contesta all’Azienda ospedaliera di aver assegnato un servizio a un ente che, di fatto, è un concorrente nel mercato del caro estinto.

L’associazione di categoria attacca poi la Svs dicendo che «le organizzazioni Onlus, oltre a beneficiare di agevolazioni significative dallo Stato» sarebbero «anche privilegiate dalle istituzioni locali». Federcofit chiede quindi all’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) il superamento dell’assegnazione del servizio alla Svs «che non deve essere affidato neanche ad altri operatore funebri. Siamo disponibili ad approfondire tutte le possibili soluzioni», conclude Caciolli nell’esposto.

Ma la Svs respinge le accuse, forte della piena facoltà ricevuta nello svolgimento dell’incarico per aver vinto una gara pubblica. «C’è stato un bando, un concorso e la comunicazione ai vincitori, che siamo stati noi - spiega Fabio Cecconi, direttore della Svs - Vorrei sottolineare che ci siamo presentati in due a quella gara, cioè noi e la Cpm Coop Porto Mediceo di Livorno. Perché non hanno domanda anche gli altri? Stiamo parlando di una cosa pubblica, cioè aperta a tutti». L’incarico dura tre anni, a partire dalla scorsa settimana, quando è partito il servizio, e viene svolto dall’impresa funebre «formata da personale con requisiti di gara», - spiega Cecconi che aggiunge: «Non è la prima volta che la Federcofit fa dichiarazioni contro di noi tanto che la Svs ha già diffidato la federazione un paio di mesi fa».

Sulla stessa linea d’onda della Svs è l’Azienda ospedaliera (Aoup), che con una nota chiarisce ulteriormente la situazione: «Il servizio di trasferimento per motivi medico-legali e organizzativi di defunti tra gli stabilimenti ospedalieri di Santa Chiara e Cisanello è stato affidato alla Svs srl in quanto aggiudicataria di una gara d’appalto indetta nell’agosto del 2014 da Estav Nord-Ovest (l’attuale Estar). Nel giugno del 2016 il contratto tra Estar e Svs srl è stato perfezionato e reso operativo».

L’Aoup spiega poi che non c’è rischio di conflitto di interesse: «L’organizzazione del servizio in ambito ospedaliero esclude, in modo assoluto, qualsivoglia contatto della società aggiudicataria con i familiari dei defunti e alla società è fatto divieto di fare pubblicità o promozione dell’attività svolta durante l'espletamento del servizio. I mezzi di trasporto utilizzati devono inoltre essere privi di marchi e scritte».

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