Il Tirreno

Livorno

Aamps, il piano di concordato in tribunale

di Giulio Corsi
Aamps, il piano di concordato in tribunale

Nogarin: «Abbasserò la Tari». Le opposizioni: «Farà pagare ai livornesi due volte la stessa tassa»

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LIVORNO. Ieri mattina il cda di Aamps ha varcato la soglia del tribunale di via De Larderel e ha depositato il piano di concordato, che nei giorni scorsi aveva avuto il via libera da parte dell’attestatore. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché da oggi il commissario (e poi il giudice) potranno verificarne la sostenibilità e la coerenza e dare o meno il via libera alla convocazione dei creditori per la votazione.

La tempistisca è stata rispettata, visto che il termine scadeva venerdì 24. Soddisfatto il sindaco Nogarin che su Facebook ha colto l’occasione per attaccare l’amministrazione precedente e si è definito «convinto che con questo piano l'azienda, non solo tornerà ad avere i conti in ordine, ma riuscirà a lasciarsi alle spalle anni di malagestione che l'hanno portata sull'orlo del baratro».

«Questo piano - sostiene Nogarin - ha tutte le carte in regola per soddisfare sia le esigenze sacrosante dei fornitori di Aamps che, cosa più importante, quelle dei cittadini».

NOGARIN PROMETTE LA TARI TRA LE PIU BASSE IN TOSCANA. Nogarin ha ribadito poi che la Tari calerà grazie all’opera di efficientamento.

Solo quando il piano sarà presentato nei dettagli tuttavia scopriremo in che modo «Livorno potrà beneficiare di una Tari tra le più basse della Toscana», come garantisce il sindaco, visto che la tassa rifiuti ad oggi è la ventesima più cara d’Italia, dopo l’aumento del 14% (43 euro di media a famiglia) deciso l’anno scorso dall’amministrazione Nogarin, aumento che durerà fino al 2017. A quel punto era previsto che la tariffa si riabbassasse del 14% e tornasse ai livelli del 2014, ma l’ultima operazione di ribaltamento di 13 milioni di morosità Tia sulla Tari, dal 2018 al 2021, difficilmente lascia ipotizzare margini di abbassamento.

LE OPPOSIZIONI: SIAMO A RISCHIO RILIEVI DALLA CORTE DEI CONTI. Ieri tutte le opposizioni - con l’eccezione di Bruciati (Bl) - hanno presentato un documento in cui pongono seri dubbi riguardo alle ultime manovre di Comune e Aamps proprio sul ribaltamento dei crediti inesigibili in tariffa, e sulla conseguente variazione di bilancio approvata dal consiglio il 10 giugno. «A nostro avviso presentano degli aspetti potenzialmente non regolari, che potrebbero esporre il Comune di Livorno a pesanti rilievi da parte della Corte dei Conti, mettendo a rischio il buon esito del Concordato preventivo in continuità», dicono Amato (Fi), Caruso (Pd), Mazzacca (Ll), Cannito (Cd), e i tre consiglieri del gruppo misto Raspanti, Cepparello e Valiani.

«Abbiamo già manifestato molti dubbi, sia in seconda commissione che in consiglio, ma né l'assessore Lemmetti, né tantomeno il sindaco, che ormai in consiglio quasi non proferisce parola, hanno saputo rispondere in modo convincente alle nostre obiezioni, nonostante il nostro svantaggio derivante dall'aver ricevuto le carte solo poche ore prima. Da notare a questo proposito che la delibera di variazione di bilancio è stata inserita all'ordine dei lavori in via d'urgenza, senza però che ne sussistessero le condizioni».

«I LIVORNESI PAGHERANNO DUE VOLTE QUEI CREDITI». Entrando nel merito della questione, secondo le opposizioni, «la manovra in oggetto ribalta in tariffa i crediti inesigibili Tia degli anni 2006/2013, spalmandoli sugli anni 2018/2021. Ma tali inesigibilità erano già state accantonate nel fondo svalutazione crediti, proprio negli anni 2006/2013, e quindi avevano già costituito la base per il calcolo della tariffa, come si evince chiaramente dalla versione originale della nota degli uffici Aamps datata 31 maggio 2016».

QUELLA FRASE TOLTA DALLA DELIBERA. In tale nota si legge una frasina: 'Di conseguenza tale importo (accantonamento di fondo per Euro 15.680.000) è andato a far parte della tariffa come costo a consuntivo per la costituzione del fondo'. «Tale inciso - è l’accusa - è stato poi cassato nella versione distribuita ai consiglieri comunali, ma avrebbe invece dato loro modo di comprendere invero che l'importo del Fondo svalutazione crediti non rientra nelle previsioni di cui al D.L. 78/2015 in quanto già 'ribaltato' negli anni precedenti. Così operando, l'amministrazione conclude per una doppia imputazione al cittadino/utente del servizio dello stesso costo aziendale (inesigibilità del credito), già calcolato in tariffe precedenti, tanto è che al termine del periodo 2018/2021 l'Aamps avrà conseguito una plusvalenza di pari importo, necessaria a ricostituire il capitale sociale (in sede di omologa)».

AUMENTO DELLA TARI A RISCHIO ILLEGITTIMITA’. «Questo doppio ribaltamento - sostengono le opposizioni - pone seri dubbi di legittimità anche solo sotto il profilo prettamente tributario avuto riguardo del fatto che sono posti a tariffa costi già imputati nelle tariffe precedenti, seppure nello stretto ambito delle tariffe connesse al recupero evasione ed elusione».

RICAPITALIZZAZIONE MASCHERATA? Secondo i consiglieri quest’operazione potrebbe riflettersi sulla legittimità della continuità aziendale e quindi sulla fattibilità del piano di concordato. «Ci pare che l'Amministrazione imponga al cittadino di pagare la stessa voce di costo due volte, operando nei fatti una ricapitalizzazione mascherata, che potrebbe costare più di quello che sarebbe costata a novembre scorso».

GLI IMPEGNI DEL SINDACO DOPO LA SCADENZA. «Ci sembra inoltre azzardato e contrario alla normativa vigente predisporre un atto programmatico che va a impegnare il Comune di Livorno fino al 2021, oltre il mandato del sindaco in carica».

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