Il Tirreno

Livorno

Un altro rosso per Aamps: meno 4 milioni

di Giulio Corsi
Un altro rosso per Aamps: meno 4 milioni

Anche il bilancio 2015 si chiude in maxi-perdita A pesare 1.6 milioni di interessi sui debiti congelati

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Dopo gli 11.7 milioni di perdita del 2014, Aamps termina anche il 2015 con un profondo rosso. Il progetto di bilancio stilato dal cda - secondo informazioni di cui il Tirreno è venuto in possesso - si chiude a meno 4 milioni.

Un risultato che non era atteso, visto che il bilancio preventivo 2015 parlava di una chiusura in pareggio e che la semestrale si era attestata a meno 50mila euro con proiezioni di quasi 100mila euro di utile a fine anno. Ci si chiederà come è possibile che anche l’anno scorso l’azienda dei rifiuti abbia registrato una perdita di queste dimensioni, che porterà il “meno” di Aamps negli ultimi due anni a oltre 15 milioni di euro, se 1) i rimanenti 13 milioni di crediti inesigibili Tia - in realtà già coperti dal fondo svalutazione crediti creato negli anni passati grazie al versamento della tassa rifiuti - saranno ribaltati sulla Tari 2018-2021 e dunque non pesano sul bilancio 2015; 2) il tragico bilancio 2014 aveva praticamente azzerato vecchie poste in bilico come il contenzioso Gse per le quote Cip 6 (4.5 milioni), i progetti sulla terza linea dell’inceneritore (2.5 milioni), i contributi Olt (2 milioni); 3) più volte durante l’anno scorso era stato annunciato e garantito un efficientamento dell’azienda.

In effetti - nonostante la seconda parte del 2015, come noto, sia stata caratterizzata da una profonda turbolenza politica e finanziaria, culminata a fine novembre con la scelta del socio-Comune di non ricapitalizzare ma di procedere con il concordato in continuità - i conti dell’anno scorso sembravano essere stati particolarmente brillanti e addirittura una prima bozza di bilancio elaborata due mesi fa dall’azienda aveva stimato un utile di oltre un milione di euro. Molto meglio delle previsioni, grazie proprio all’azione di efficientamento che era stata operata l’anno scorso in azienda. E allora? Il motivo del “buco” 2015 è strettamente legato alla scelta di andare al concordato.

DAL VERDE AL ROSSO PER IL CONCORDATO. Che cosa è cambiato nei conti da marzo ad oggi? Sono due gli elementi che - a quanto risulta - hanno ribaltato la situazione. Entrambi, come dicevamo, sono legati a doppio filo al concordato. Il primo è una maxi-svalutazione di parte del patrimonio dell’azienda, in particolare la proprietà della vecchia sede di via Bandi e la partecipazione in Biscottino (proprio nel momento in cui tra l’altro è arrivata un’offerta di acquisto). Entrambi i patrimoni saranno dismessi. E con i soldi incassati - si legge nel verbale del cda del 28 maggio - “si ristoreranno gli stralci inizialmente subiti dai creditori chirografari previsti in una forbice che va dal 16 al 20%”.

Il secondo elemento che invece ha creato la perdita 2015 è invece legato ai costi del concordato, in termini di professionisti e di lievitazione dei debiti.

Ora il bilancio dovrà essere approvato dal socio, cioè da Nogarin, entro il 29 giugno, periodo massimo previsto dal codice civile (ma l’anno scorso il Comune sforò di altri cinque mesi), dopo il via libera da parte del collegio sindacale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13627757:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/06/08/news/aamps-chiede-alle-casse-comunali-13-milioni-per-fare-il-concordato-1.13627757]]

DIMEZZATO IL VALORE DI BISCOTTINO (IN VENDITA). L’anno scorso il 37.4% che Aamps, dunque il Comune di Livorno, detiene in Piattaforma Biscottino, era stato messo a bilancio ad un valore di 1.63 milioni. Probabilmente una cifra un po’ sopra il reale valore di mercato, che una perizia richiesta dal Comune di Collesalvetti (che detiene una quota identica) aveva stimato in circa 1.3 milioni.

Ora, nel bilancio 2015, quel 1.6 milioni è stato più che dimezzato e portato a circa 700mila euro (ma non è chiaro se sia stata fatta una perizia).

Un abbattimento di oltre il 50% del valore, che stride col ruolo strategico che invece era stato dato a quell’area nel piano industriale Iacomelli, che lì aveva posto il fulcro centrale delle attività di Aamps, dalla ricicleria alla piattaforma per la reinternalizzazione della seconda fase del ciclo dei rifiuti.

Va detto, per completezza d’informazione, che per la quota di Biscottino Spa è arrivata proprio a fine maggio un’offerta d’acquisto. A questo punto probabilmente una perizia sul reale valore sarà necessaria per evitare eventuali svendite e conseguenti danni erariali.

VIA BANDI PERDE UN MILIONE. L’altra grande svalutazione è quella relativa a via Bandi, dove fino ad alcuni anni fa aveva sede Aamps. Anche qui i piani aziendali sono totalmente cambiati. In un primo momento l’ex cda Iacomelli aveva proposto un passaggio al Comune per edilizia popolare (in cambio del corrispettivo messo a libro, 4.9 milioni di euro). Davanti al no di palazzo civico era nato il progetto di una riqualificazione urbanistica dell’immobile, con trasformazione in museo dei bambini e uffici pubblici (tipo circoscrizione). Ora invece, anche per l’immobile di via Bandi è prevista la dismissione.

Per rendere più appetibile al mercato la struttura, il valore è stato intanto abbassato di oltre un milione di euro.

2.2 MILIONI PER IL CONCORDATO. E il resto delle perdite? A quanto risulta al Tirreno, sono stati accantonati 600mila euro circa per le spese previste per i professionisti che si occupano della procedura, dal commissario giudiziale ai tre advisor. Spese che erano già note.

Assai più impattanti invece i quasi 2 milioni che deriverebbero da interessi e more per le moratorie non pagate a causa delle scelte del socio di non conferire denaro e procedere col concordato. Aamps è ferma con il pagamento dei mutui da dicembre 2015, quando per mancanza di liquidità inviò alle banche (Mps in primis) la richiesta di non prelevare le rate dai propri conti.

Poi a gennaio, quando Iacomelli fu sostituito da Carpano, come noto furono bloccati tutti i pagamenti pregressi e ci si limitò a saldare il corrente. Quei debiti in tutti questi mesi hanno creato interessi e more, lievitati a quasi 2 milioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web