Italia
«Non c’è posto». E bloccano il traghetto
Caos sul Moby in partenza per Olbia: 12 auto (con biglietto pagato) restano fuori, scoppia la rivolta e interviene la polizia
LIVORNO. Organizzare le ferie, pagare biglietti e hotel, e non poter partire è il peggior incubo dei vacanzieri. È successo l’altra notte alla stazione marittima. Ore di passione per alcune famiglie che non sono potute salire a bordo del traghetto Moby Tommy in partenza da Livorno per Olbia perché non c’era posto per le vetture, nonostante il viaggio fosse già stato pagato e, in alcuni casi, prenotato da mesi. Un problema di overbooking a giudizio dei passeggeri: «Auto intraversate, non un centimetro libero e a bordo un caos totale, con la gente buttata per terra, e le poltrone tutte occupate», come racconta una passeggera, Monica Landi. Si è trattato invece di una «probabile mancata ottimizzazione del carico della nave», secondo la versione ufficiale della Moby, che si è scusata con i suoi clienti. Nel clou della confusione, alle 2.30, cinque auto si mettono sul ponte del traghetto, rifiutando di spostarsi e impedendo di fatto la partenza. Cosa che fa arrabbiare chi invece è già a bordo e vorrebbe salpare. Devono intervenire polizia e finanza per calmare le acque. La lancetta dell’orologio segna le 3, quando la nave lascia Livorno.
Viaggio di piacere o odissea?Ma vediamo cosa è successo nel dettaglio sulla banchina livornese. Il traghetto in questione è il Moby Tommy in partenza per Olbia alle 23.50 da Livorno. Alle 22 ci sono già diverse auto in fila sul piazzale, in attesa dell’imbarco. L’atmosfera è di trepidazione, per molti è la vigilia delle agognate ferie. Il resto lo racconta Monica Landi, di Chianciano, che è in fila tra decine di auto con la sua famiglia, formata da marito, quattro figli e una nipote. Una delle sue bimbe, 14 anni, è in auto con degli amici. «La cosa che ci è parsa subito strana è che la nostra fila restava indietro mentre quelle a destra e a sinistra le facevano passare - racconta la donna - Con che criterio non si sa. Un esempio? È riuscito a entrare nella nave un camper che aveva fatto il biglietto il 16 giugno, e noi che lo abbiamo fatto il 17 marzo niente! Ci sono sfilati davanti auto con il rimorchio, tir e roulotte. Morale della favola, noi alla fine siamo rimasti fuori. E con noi altri gruppi che avevano fatto il biglietto da tempo».
Stessa famiglia, navi separate? I Landi vivono un ulteriore disagio: l’auto di amici di famiglia su cui viaggia la figlia 14enne è riuscita a salire, gli altri membri della famiglia invece sono a terra. «Una situazione assurda: loro non potevano scendere e a noi non facevano salire. Secondo gli addetti Moby, la bimba sarebbe partita per Olbia mentre noi genitori con gli altri figli avremmo passato la notte a Livorno o chissà dove? Stiamo parlando di una ragazzina minorenne. E stiamo parlando di un viaggio che di sola andata c’è costato 340 euro. Senza contare che i passeggeri già a bordo ci lanciavano di tutto addosso: è volato persino un passeggino».
Becchi e bastonati. La situazione è di grande caos, soprattutto quando gli esclusi si rendono conto che davvero non c’è più posto e quindi saranno costretti a restare a Livorno, almeno per un altro po’. Tra loro c’è un marito chi ha mandato la famiglia a bordo a piedi, convinto di poterla raggiungere a breve, una volta parcheggiata l’auto; poi ci sono figlio al volante e mamma anziana, stremata, più altre famiglie. «Abbiamo chiesto di poter parlare con il comandante ma ce l’hanno negato - continua Landi - Addirittura la Finanza ci ha identificato e ora rischiamo pure la denuncia perché ci hanno detto che bloccare la nave è reato. Ma a noi chi ci ripaga?». Alla fine, c’è chi cede e accetta di restare a Livorno e dormire su un’altra nave o in hotel, in attesa che parta il traghetto successivo per Olbia, alle 8 della mattina. E chi invece - potendo - se ne va a casa. «Noi non abbiamo mollato - conclude Landi - e siamo saliti a bordo raggiungendo nostra figlia, e lasciando l’auto (piena di bagagli e roba da mangiare), al personale del traghetto. Ci hanno detto di andarla a riprendere l’indomani (ieri ndr) alle 14.30. Il disagio è stato enorme. Le poltrone prenotate erano occupate, abbiamo passato una notte da incubo. Speriamo ora di poterci godere la vacanza».
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