Il Tirreno

Livorno

Lippi, Franchi e Scarpellini nessuno ha la pagella d’oro

di Manolo Morandini
Lippi, Franchi e Scarpellini nessuno ha la pagella d’oro

I giudizi sulle promesse durante la campagna elettorale fatta nel 2014 Nocenti: «Vogliamo stimolare chi non ha svolto bene il proprio compito»

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CECINA. Un rimandato e due promossi. A due anni dall’insediamento arrivano le pagelle della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna) per i sindaci di Rosignano, Cecina e Castagneto Carducci. Dieci materie e giudizi nel complesso poco brillanti. Alessandro Franchi con la media del 5,6 è rimandato, due anni per rimediare e recuperare terreno rispetto alle promesse elettorali. Samuele Lippi esce promosso con la media del 6,4 mentre la collega Sandra Scarpellini con quella del 6.

«Le imprese questa volta hanno voluto che le promesse elettorali fossero messe per scritto, rispondendo a 10 precise domande – afferma il presidente Cna Diego Nocenti –. Adesso arrivano i giudizi per i sindaci sulla base delle loro stesse promesse. È una iniziativa che vuole essere di stimolo, affinché chi non ha svolto bene i propri compiti nei confronti delle imprese possa sfruttare al meglio i due anni restanti». La politica e l’attività amministrativa misurate nel concreto con il metro delle imprese che operano sul territorio. La commissione d’esame è ben nutrita. Oltre a Nocenti, la vicepresidente Angela Ghilli, il rsponsabile sindacale Dario Talini, il direttore provinciale Marco Valtriani, presidente di Cna Bassa Val di Cecina Danilo Marzini e il coordinatore di zona Daniele Cecconi.

In semplificazione la sindaca di Castagneto Scarpellini ha un 5. «Aveva preso l’impegno di attivare un tavolo per avviare il confronto su come semplificare le procedure, ma è rimasto lettera morta – spiega Cecconi –. Anche se un’iniziativa del genere avrebbe un senso su scala di area e non per singolo ente». In gestione dei rifiuti , invece, ha 7. «Rispetto a Cecina e Rosignano per le imprse sono state applicate ulteriori riduzioni rispetto a quelle minime previste dalla legge». Ai colleghi va un 6 ma tutti sono avvisati: «C’è una sentenza della Cassazione che stabilisce: non possono essere assoggettate alla tassa sui rifiuti i locali destinati alla produzione in cui si determinano rifiuti speciali. Ci aspettiamo che i regolamenti comunali ne tengano di conto».

Il ritocco all’insù dell’Imu per gli immobili ad uso produttivo frutta a Franchi un 5 mentre i colleghi incassano un 7 per aver applicato l’aliquota minima prevista dalla legge. E sugli appalti è Lippi a staccare i colleghi con un 7, gli altri si fermano alla sufficienza. «Ha dato qualche segnale per favorire la rotazione tra le imprese per gli appalti sotto soglia». Stessi voti in efficientamento dell’amministrazione, con la strada percorsa da tutti per contenere i costi del personale riducendo le posizioni di vertice.

Il turismo frutta a Lippi un 8 ed è l’unico nelle tre pagelle. Franchi si ferma a un 4 senza appello e Scarpellini incassa un 7. «Per tutti l’imperativo deve essere uscire dai propri confini e iniziare a ragionare in termini di area con il brand Costa degli etruschi». In attrazione di investimenti ad eccellere è Franchi con il suo unico 7 in pagella. Gli altri non vanno oltre il 6. La sufficienza Rosignano e Cecina la strappano anche in materia di sgravi e incentivi per l’edilizia per le premialità legate all’efficientamento energetico, anche in termini di oneri di urbanizzazione. «A Castagneto questo non è stato ancora fatto e si prende un 5». C’è poi il nodo del consumo di suolo zero: «In parallelo a questa impostazione deve marciare l’impegno a favorire le operazioni di rigenerazione e riqualificazione dell’edificato esistente».

In integrazione tra comuni rimediano tutti l’insufficienza (5): «Al di là delle intenzioni è una strada ancora da costruire, basta pensare alla giungla della tassa di soggiorno oppure alle difformità nei regolamenti urbanistici». Il giudizio sugli strumenti urbanistici è di sufficienza per Cecina e Castagneto mentre Franchi si ferma al 5: «Per esempio il progetto H5 è bloccato e serve un’alternativa».

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