Il Tirreno

Livorno

caos a casalp sulle nomine dei revisori

Gli altri Comuni se ne vanno e la Dhimgjini rimane da sola

Gli altri Comuni se ne vanno e la Dhimgjini rimane da sola

LIVORNO. Sarà la quinta volta, negli ultimi due anni, che l’assemblea di Casalp vede gli assessori degli altri Comuni del territorio alzarsi e andarsene. E’ accaduto anche ieri mattina. All’ordine...

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LIVORNO. Sarà la quinta volta, negli ultimi due anni, che l’assemblea di Casalp vede gli assessori degli altri Comuni del territorio alzarsi e andarsene. E’ accaduto anche ieri mattina. All’ordine del giorno non c’erano tematiche abitative ma i criteri di nomina del nuovo collegio sindacale (tra un mese scade quello attuale presieduto da Leonardo Carolini e composto da Paola Trusendi e Simone Morfini).

«Tutti i Comuni hanno espresso giudizi positivi sui revisori uscenti, proponendone la conferma - spiega Donatella Fantozzi, assessore alla casa di Collesalvetti -. L’assessore Dhimgjini però ha detto no, sostenendo che a fronte del 74% di Livorno in Casalp, il sindaco vuole adottare il sistema dei curriculum. Peccato che poi abbia aggiunto che i nomi li ha già scelti».

Davanti a questo quadro gli assessori di Piombino, Portoferraio, Campiglia, San Vincenzo, Bibbona, Castagneto, Collesalvetti, Cecina, Rosignano e Capraia si sono alzati e se ne sono andati. «Come sempre è rimasta Ina col suo 74% - aggiunge la Fantozzi -. E abbiamo appreso che ha fatto verbalizzare che Livorno sceglierà i tre membri titolari e agli altri comuni farà scegliere i supplenti».

«L’amministrazione Nogarin ancora una volta rifiuta il confronto - continua l’assessore alla casa di Piombino Margherita Di Giorgi -. Qui si minano le basilari regole democratiche. E’ per questo che ce ne siamo andate».

Ma Ina Dhimgjini rimanda al mittente le accuse. «Sinceramente non ho notato l’uscita della Fantozzi né delle altre», dice.

Ma assessore - replichiamo - è rimasta sola nella stanza... «Non è vero, c’era un membro del cda, i revisori. Non ho notato le persone andar via, ho visto solo un po’ d’attivismo». Poi entra nel merito dei fatti: «Avevo la delega del sindaco, che è il socio di maggioranza, e ho comunicato quello che il sindaco intende fare: modificare le modalità di scelta del collegio e introdurre i curriculum». (g.cors.)

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