Gioco
«Simonini, una vita per gli altri»
In Circoscrizione 2 il ricordo dell’ex partigiano e del suo impegno nel sociale
LIVORNO. «Cammino velocemente con gli anni, ma sono orgoglioso di una cosa: abbiamo sofferto, ma non ci siamo mai umiliati a chiedere qualcosa né a partito né a istituzioni. Abbiamo sempre dato». È un pensiero di Alfredo Simonini che sua figlia Edi, martedì sera, nella sala a lui dedicata dell'ex Circoscrizione 2 ha letto alla platea nel corso di un’iniziativa in ricordo di suo padre. In quelle parole c'è tutta l'essenza di un instancabile militante del Pci, che credeva nell'impegno politico come servizio per gli altri attraverso partecipazione, solidarietà e volontariato. «Si sentiva rappresentante dei diritti di tutti», ha detto Marco Cannito.
Ex partigiano, nel 2012 l'amministrazione decise di intitolargli una via, come ha ricordato l'ex assessore Mario Tredici: «Alfredo ha fatto parte di una generazione il cui spirito è durato molto a lungo perché era uno di quei giovani che ha fatto la Resistenza intesa come moto di liberazione del Paese». Negli anni Settanta fu presidente del consiglio quartiere, uno dei più votati, e nel 1980 fu confermato presidente della Circoscrizione 2. Poi l'impegno nel Sociale con la fondazione, tra gli altri, del comitato per la difesa del malato. Massimiliano Talini, presidente del Comitato Coppa Barontini, ha introdotto la sua figura: quella di un protagonista , con l'impegno costante e la passione che aveva anche per il suo lavoro di ebanista e restauratore. Fiorella Cateni ha moderato l'incontro: «Chissà che penserebbe di un mondo che rispetto ai suoi valori è completamente cambiato Felicissima e orgogliosa di averlo incontrato». Sulla necessità di nuove forme di partecipazione è intervenuta la vicesindaco Stella Sorgente. «Ci mancano le circoscrizioni», ha detto - bisogna fare ancora molto perché si devono trovare istituti di decentramento come i comitati di quartiere, che riescano a riavvicinare i cittadini alla politica attiva». L'amministrazione per questo sta lavorando a un progetto di rigenerazione urbana dei beni comuni, oltre a mettere mano alla riforma del volontariato e del Terzo settore. Per Claudio Frontera, l'eredità di Simonini è importantissima. Un'eredità di natura morale, ma anche culturale e sociale per quello che ha saputo costruire. «La passione e l'impegno per gli altri la trasformava in gioia - ha ripetuto Frontera - come il piacere di partecipare alla vita comune: a Livorno stiamo facendo passi indietro rispetto ai suoi insegnamenti e alla partecipazione». Giorgio Kutufà lo ha definito un laureato della strada: «Dalla base ha costruito ed è stato capace di ben amministrare e guardare avanti», mentre per Enrico Mannari era un comunista atipico che portava avanti il dialogo, l'ascolto e progettazione migliorativa, al contrario di oggi dove spesso la partecipazione è intesa come persuasione. Poi ha chiuso Loris Rispoli. Simonini fu uno dei promotori del comitato Moby Prince e che fu proprio lui a dargli per primo una sede.
Enrico Paradisi
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