Il Tirreno

Livorno

Il ministero cancella i soldi per l'ippodromo Caprilli

di Enrico Paradisi
Il ministero cancella i soldi per l'ippodromo Caprilli

Livorno, Nogarin andrà a Roma mercoledì 22 giugno per cercare di recuperare i contributi

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LIVORNO. La vicenda dell’ippodromo Caprilli rimane appesa ad un filo. Mercoledì 22 giugno il sindaco Nogarin ha fissato un incontro a Roma per cercare di risolvere il rebus delle sovvenzioni per il 2016 che il ministero delle Politiche Agricole ha ritirato, escludendo di fatto Livorno dal calendario delle corse al galoppo. Pensare che alla fine di una riunione di quasi tre ore, giovedì in Comune, a cui hanno partecipato anche il vicesindaco Stella Sorgente, il segretario Ascione con i dirigenti degli uffici interessati, la Livorno Galoppo e Alfea avevano trovato un nuovo spiraglio. Nell’accordo di subconcessione (della durata di 9 anni) teoricamente raggiunto una ventina di giorni fa, infatti, si prevedeva che Alfea, alla scadenza del quinto anno, potesse fare una “call” per la richiesta di restituzione anticipata dell’impianto, senza che però fossero inseriti oneri.

La Livorno Galoppo ha preteso quindi una rettifica che prevedesse per questa eventualità un quantum da corrispondere e al termine della lunga riunione si è raggiunta questa disponibilità: da parte della Livorno Galoppo verrà formulata nei prossimi giorni la proposta con la quantificazione di quanto eventualmente dovuto in caso di anticipazione della risoluzione del contratto di gestione, mentre Alfea a quel punto spetterà valutarla. La speranza della Livorno Galoppo è che comunque entro la fine della prossima settimana si riesca a capire se l’accordo c’è o non c’è.

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«Per come si erano messe le cose - ha detto il diretto re della Livorno Galoppo, Paolo De Santi - di fronte a una chiusura totale, qualche elemento di speranza in più ora c’è. Sono sempre tanti i tasselli da sistemare, ma spero che possano trovare soluzione e che soprattutto a questo punto si riesca a risolvere il problema essenziale con il ministero».

Sul tavolo resta comunque il problema dell’esclusione del ministero dalle sovvenzioni per il 2016 il che significa che non solo non ti riconoscono i contributi per il mantenimento dell’impianto, ma neanche per svolgere l’attività. Se si verificasse questa eventualità né la Livorno Galoppo né Alfea sarebbero più interessati all’affare. «In questo caso - ha confermato De Santi - siamo entrambi concordi che nessuno in questi termini può sottoscrivere la convenzione». Quasi a conclusione dell’incontro la vicesindaco Sorgente ha comunicato di aver parlato con Nogarin e aver ricevuto conferma che mercoledì a Roma per cercare di risolvere il nodo al ministero.

Nel frattempo è intervenuto alla riunione anche il curatore fallimentare che ha formalizzato e quantificato la richiesta economica per rendere disponibile al Comune l’impianto e concedere così la concessioni agli eventuali gestori. Si tratterebbe del differenziale che esiste tra affitto che viene percepito dall’agenzia di scommesse all’interno dell’ippodromo e quello che deve pagare al Comune: una cifra che si aggira sui circa 57 mila euro. Soldi, che hanno precisato al Comune i rappresentanti delle due società non possono essere richiesti né ad Alfea e né alla Livorno Galoppo. Anche su questo punto si è infine convenuto che per una simile cifra non si può certo far saltare un accordo così importante.

 

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