Gioco
Il chiosco diventa un bar I vigili: abuso edilizio sul viale Italia
Livorno, dal Cantiere fino ad Antignano 16 sanzioni e tre denunce della polizia municipale Le irregolarità più contestate: insegne e occupazione del suolo pubblico
LIVORNO. Quelle sedie e quei tavoli all’aperto là non possono stare. Sono metri quadri in più dove la gente mangia e si rilassa per un caffè vista mare che, però, non sono autorizzati. E neppure le insegne la passano liscia: benché siano carine e alla moda, sono abusive. In più tre strutture vengono denunciate per “abuso edilizio” e per loro sarà aperto un fascicolo penale che passerà sotto la lente dell’autorità giudiziaria. Una dopo l’altra tutte le baracchine del lungomare, dal Cantiere ad Antignano, sono state passate al setaccio da un maxi controllo congiunto di vigili urbani, polizia edilizia e commerciale ed Ufficio Tributi. Un mese di verifiche serrate finite con ben 16 sanzioni, 43 procedimenti in corso di valutazione e 3 casi segnalati alla procura.
«Su richiesta dell’amministrazione abbiamo effettuato controlli a tappeto conclusi nei giorni scorsi e sono diverse le irregolarità registrate su varie attività, problemi sia di natura commerciale che edilizia», fanno sapere dal comando dei vigili urbani.
Le irregolarità più frequenti. Nella hit delle contestazioni fatte c’è quella che tecnicamente si chiama occupazione abusiva di suolo pubblico. In soldoni significa che i locali si “espandono” a loro discrezione con tavoli e sedie, aumentando la superficie di vendita. Metri quadri extra per cui i commercianti non hanno versato un euro nelle casse comunali. «I casi di questo tipo sono veramente tanti, sicuramente i più numerosi - continuano - di fatto la sanzione è di 170 euro per questa irregolarità, e poi nello stesso tempo in base a questo facciamo la segnalazione all’Ufficio Tributi che applica l’imposta, recuperando i soldi dovuti». Multe a parte, che succede poi ai singoli locali? «Viene fatta un’ordinanza in cui si obbliga la baracchina a rientrata nella metratura autorizzata e noi successivamente torniamo a controllare che le regole siano rispettate», spiegano.
I vigili urbani non mancano di rilevare la presenza di numerose insegne pubblicitarie abusive e pure in questo caso scattano sanzioni. Così come non sfuggono neppure quelle attività che fanno musica, nonostante non abbiamo provveduto a fare la dovuta valutazione di impatto acustico, per evitare di disturbare il vicinato.
Abusi edilizi, tre situazioni segnalate. Il caso più eclatante è quello che coinvolge la baracchina delle granite e dello yogurt gelato, Grattachecca, sul viale Italia. E’ l’ex apino giallo delle granite, per intenderci, che da 10 anni ha lasciato le ruote per piazzarsi sul lungomare. E’ il titolare a raccontare al mondo social della denuncia ricevuta. E la notizia sul web scatena la solidarietà di clienti e amici.
«Si tratta di una zona sottoposta a vincoli paesaggistici perché vicina al mare e da un punto di vista edilizio quella baracchina presenta opere fatte in assenza di permessi», precisano sempre dal comando dei vigili urbani. In parole povere si tratta di un abuso edilizio, proprio come scrive il titolare Ernat Mica su Facebook. Quello del chiosco Grattachecca non è l’unico caso. Le altre situazioni problematiche, sotto questo profilo, sono state riscontrate in zona Tre Ponti. Anche in questi casi la storia è la stessa: si parla di strutture realizzate senza i dovuti permessi. Queste attività sono comunque tutte aperte e funzionanti, perché non è stata imposta la chiusura a nessuna delle tre.
L’ex apino giallo che diventa chiosco. La vicenda del Grattachecca, visto il tam tam via web, diventa di dominio pubblico. «Per farla breve ho acquistato questa attività 10 anni fa con atto notarile che comprende tutti gli accertamenti sulla regolarità del caso, è posta sul viale Italia dal lontano 87, ho il diritto di stare li perché è documentato che io ci stia, pago per quasi 15mq e ne occupo di meno», scrive.
Sanare o demolire? Al momento non c’è alcuna ordinanza a sancire il futuro delle baracchine denunciate per abuso edilizio. In questi casi si aprono due procedure, una di natura penalistica che passa in mano alla procura e l’altra di natura amministrativa seguita dal settore Edilizia Privata. «Sarà l’ufficio a valutare se questi abusi possono essere sanati, oppure se la struttura va demolita», chiudono dal comando dei vigili.
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