Il Tirreno

Livorno

Viale Carducci: i vigili sollecitano un semaforo

di Lara Loreti
Viale Carducci: i vigili sollecitano un semaforo

La strada è molto transitata e sono troppi gli incidenti causati dall’alta velocità Nei primi sei mesi del 2016 i pedoni investiti sono il doppio dell’intero 2015

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LIVORNO. Se ne parla da anni. Almeno da quattro: un semaforo pedonale a chiamata sul viale Carducci, all’altezza di via della Meridiana, per agevolare il passaggio della gente in un punto pericolosissimo, dove gli incidenti, soprattutto gli investimenti, sono all’ordine del giorno. Un tema trasversale, ereditato dall’attuale governo cittadino dal precedente, che torna alla ribalta per la frequenza degli incidenti, ma che per ora non conosce una svolta.

Scendono in campo i vigili. Un aiuto concreto potrebbe arrivare dalla polizia municipale. La sezione Sicurezza, mobilità e territorio del comando, coordinata dalla responsabile Michela Pedini, nei mesi scorsi ha formalizzato una richiesta all’amministrazione per l’installazione dell’ormai famoso semaforo pedonale a chiamata, insistendo così nel presentare una domanda che era già stata inoltrata dagli stessi vigili due anni fa. Tra il 2012 e il 2013, quando a capo dell’amministrazione cittadina c’era la giunta di Alessandro Cosimi, questo progetto oltre che deliberato, era anche già stato finanziato. Ma poi qualcosa non è andato per il verso giusto e alla fine si è arenato. Oggi, che ormai da due anni in città governano i 5 stelle con Filippo Nogarin, la municipale ci riprova. E vediamo se i risultati, questa volta, arriveranno.

Pedoni come birilli. Per lasciarsi convincere della bontà del progetto basta dare uno sguardo ai dati degli incidenti degli ultimi due anni e mezzo: 129. Diciotto pedoni travolti, 74 incidenti con feriti, 37 con danni solo materiali. Ma analizzando con più attenzione i numeri degli investimenti, emerge che a fronte di un numero più basso di feriti nel 2015, quando i pedoni finiti in ospedale erano stati 3 (nel 2014 furono 9), quest’anno c’è stata una vera impennata: in soli sei mesi, ce ne sono stati sei, cioè il doppio del dato dell’intero anno precedente. Un numero preoccupante che spinge i vigili a monitorare con ancora più attenzione il traffico sul viale.

Tutelare gli studenti delle medie. Il punto più pericoloso, abbiamo detto, è quello all’incrocio con via della Meridiana dove c’è un via vai continuo per la presenza di varie sedi: a partire dall’ospedale, per passare all’associazione Filo d’argento e soprattutto le medie Mazzini. Due anni fa, sull’attraversamento pedonale in questione uno studente delle medie fu travolto da un mezzo che lo “sfilò” dal braccio di un agente della municipale che cercava di proteggerlo. Se la cavò con un braccio rotto. Lo scorso anno invece, sempre sul viale Carducci, una donna purtroppo ha perso la vita. «La nostra paura è per i ragazzi delle medie - dice Michela Pedini - È per questo che ogni giorno, all’ingresso e all’uscita da scuola, inviamo sempre una pattuglia sul posto, anche nei giorni in cui siamo in difficoltà con il numero del personale». C’è un dato di fatto incontrovertibile, lo sottolinea Pedini: «I limiti di velocità vengono costantemente superati, la gente in auto va forte. Speriamo che questo semaforo arrivi presto».

La protesta della Spi Cgil. «L’autovelox non basta, è una misura repressiva che non può risolvere il problema. Lì sul viale serve un semaforo». Parla a nome dei 2mila iscritti alla Spi Cgil quartieri nord, Roberto Terreni, che oltre a essere un rappresentante sindacale è anche residente della zona: «Non si può continuare così, si rischia la vita, è inaccettabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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