Il Tirreno

Livorno

Partite le firme anti “Buona scuola”

Partite le firme anti “Buona scuola”

Il consiglio approva la mozione di Cepparello pro-referendum: dove firmare

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LIVORNO. È partita anche a Livorno la raccolta firme del comitato nato per promuovere un referendum contro la “Buona scuola”.

«La Legge 107/2015, conosciuta con il nome di “Buona scuola” - interviene la consigliera comunale Giovanna Cepparello, entrata da pochi giorni nel gruppo misto - è stata approvata lo scorso luglio e ha modificato in modo sostanziale la scuola italiana, introducendo molte novità che andranno a incidere sulla vita degli studenti e dei lavoratori della scuola e che, secondo molti sindacati, ricalcano l'impianto autoritario che dalla Legge Brunetta in poi si sta tentando di imporre anche alla scuola pubblica».

«Il popolo della scuola - riprende - fin dall'inizio di questo anno scolastico, ha manifestato un profondo malessere rispetto ad alcune disposizioni contenute nella legge. È così nato il comitato “Scuorum”, formato da molte sigle sindacali, associazioni, genitori e insegnanti (Flc-Cgil, Cobas, Gilda, Unicobas, Usb, Sgb, Cub, Il sindacato è un'altra cosa - area congressuale Flc-Cgil, UdS, Link, Coordinamento nazionale scuola della Costituzione, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, Adam, Adida, And, Mida, Retescuole, Cesp, Illumin'Italia), per promuovere un referendum abrogativo e dare così voce in capitolo a tutti i cittadini su una riforma che va a toccare uno degli assi fondamentali della nostra Repubblica: la scuola».

Cepparello ricorda che sono quattro i quesiti proposti: «L'abrogazione dei finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private, l'abrogazione del potere dei presidi di scegliere e confermare (o meno) i docenti, l'abrogazione dell'obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro e l'abrogazione del potere del preside di scegliere i docenti da premiare».

Pochi giorni fa il consiglio comunale ha approvato una mozione proposta proprio dalla consigliera Cepparello per sostenere la raccolta delle firme necessarie perché il referendum proposto da “Scuorum” vada in porto, e per «promuovere la consapevolezza della cittadinanza sui quesiti».

Le firme in questi giorni possono essere depositate nelle scuole della città, nella sede della Cgil o in Comune, all’Urp.

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