Il Tirreno

Livorno

Scherma, furto nell'auto di Andrea Baldini: rubati i fioretti e il Rolex olimpico - Foto

Federico Lazzotti
A sinistra l'auto di Baldini distrutta, accanto il campione olimpico di scherma
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A sinistra l'auto di Baldini distrutta, accanto il campione olimpico di scherma

Livorno. I ladri hanno portato via anche le sacche con l'attrezzatura sportiva dello schermidore livornese impegnato nei campionati italiani a Roma. «Un motivo in più per andare a Rio e vincere»

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LIVORNO.  I finestrini dell’auto in frantumi, i vetri sparsi nell’abitacolo e la macchina saccheggiata di (quasi) tutto quello che era stato sistemato tra il sedile posteriore e il portabagagli: le sacche con i fioretti e le divise, un navigatore satellitare, due scatoloni ancora imballati con dentro tutto l’abbigliamento della Nazionale per le prossime olimpiadi di Rio. E altre due valige che contenevano, oltre ai vestiti, un computer portatile e soprattutto un Rolex “Air-King” con incisa nella cassa la frase: «Andrea Baldini, oro olimpico Londra 2012».

È stato un fine settimana nerissimo quello del 12 e 13 giugno per il super campione livornese di scherma: sconfitto in pedana e poi derubato nel centro di Roma. Sabato, infatti, per il trentenne atleta dell’Aeronautica è arrivato il ko nella finale individuale dei campionati italiani di fioretto e domenica sera, finito il torneo a squadre, ecco il furto a bordo della sua auto, una Bmw nera serie uno, mentre lo schermidore era a cena con alcuni compagni di squadra in un ristorante della capitale, a due passi dalla Piramide. È lo stesso Baldini, in ritiro con la nazionale italiana nel centro federale di Frascati in vista degli Europei che iniziano tra una settimana, a raccontare il furto subito.

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«Domenica sera - ricorda - le gare a squadre sono finite tardi, verso le 21,30. Con Edoardo Luperi, Daniele Garozzo e Federico Volpi, abbiamo deciso di andare a cena prima di rientrare al centro federale. Ci avevano parlato di questo ristorante di sushi vicino alla Piramide. Ho parcheggiato l’auto in via del Campo Boario, vicino all’incrocio con via Giuseppe Giulietti e quando siamo arrivati - va avanti - abbiamo incontrato un parcheggiatore abusivo: mi ha detto dove lasciare l’auto, ho chiuso, gli ho dato un paio di euro e siamo andati a cena».
I quattro atleti sono rimasti circa un’ora e mezzo al ristorante “Sushisen”. Quando sono usciti erano le 23,30. «L’auto - prosegue - era parcheggiata con il lato destro lungo il marciapiede. Quando sono arrivato il parcheggiatore era sparito e i finestrini li ho trovati distrutti».

Oltre al materiale di “Baldo”, dalla macchina è sparita anche la sacca della sorella Benedetta, anche lei campionessa di scherma in forza all’Esercito. L’unico cosa che il ladro ha lasciato nella macchia è stata la medaglia d’argento conquistata da Baldini il giorno precedente ai campionati italiani. «Forse quella non gli interessava», ammette. Sul furto ora indaga il commissariato di polizia di Trevi Campo Marzio, dove l’atleta ha fatto denuncia nella notte.

«Voglio che questa storia venga fuori - ripete - soprattutto perché è l’unico modo per rendere difficile al ladro lo smercio di tutta la refurtiva». Tra merce rubata e danni alla macchina si parla di un danno complessivo che si aggira tra i sette e gli ottomila euro.  Ma oltre al lato economico c’è l’aspetto sia sportivo che affettivo. «I fioretti - spiega Baldini - soprattutto per quello che riguarda le impugnature sono dei pezzi unici, fatti su misura». In vista degli Europei e poi di giochi olimpici un pensiero in più per l’atleta livornese.

Però quello che ha dato maggiormente fastidio al trentenne è stato senza dubbio il furto del Rolex che la Federazione aveva regalato a lui e ai suoi compagni dopo l’impresa a Londra. «Ironia della sorte - ammette - lo avevo messo in valigia per non lasciarlo in giro durante i campionati italiani. Quell’orologio per me era un bellissimo ricordo a cui ero molto affezionato: regalato e personalizzato per tutta la squadra». Ecco perché adesso al campione livornese non resta che fare una cosa. «Quello che mi è accaduto - conclude ritrovando per un attimo anche il sorriso - è un buon motivo per andare a Rio e vincere un’altra medaglia d’oro».
“Baldo e fiero”, nonostante la brutta stoccata subita.

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