Il Tirreno

Livorno

Business-crociere: 9 milioni su Livorno ma serve un piano

di Enrico Paradisi

Studio di Porto 2000: il 25% dei passeggeri resta in città ma è necessaria una cabina di regia per accogliere i turisti

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LIVORNO. Una "cabina di regia" che metta insieme istituzioni e portatori di interesse privati del territorio per migliorare e sviluppare l'accoglienza di Livorno (intesa anche come porta d'accesso della Toscana) a croceristi e turisti in arrivo nella nostra regione. E' la proposta di Anna Landini (Confesercenti Livorno) avanzata ieri al convegno in Fortezza Vecchia sulla crocieristica "livornese" organizzato da Regione, Authority e Porto 2000.

Quello che impedisce a Livorno di sviluppare una vocazione turistica per Enrico Conti, dell'Irpet, è infatti la mancanza di una cultura diffusa del turismo, inteso come motore economico, ma anche la mancanza di una collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e privati. Il che si sostanzia in un'offerta turistica non adeguata alla domanda potenziale di un settore che risulta in crescita per i prossimi anni. Livorno deve fare sistema per poter sfruttare il vantaggio potenziale che ha con la Toscana alle spalle che rappresenta un brand di forte richiamo mondiale.

Si stanno ancora raccogliendo i dati, ma nello studio che l'istituto presenterà a fine anno, oltre alla necessità di fare squadra tra istituzioni sommata a una forte integrazione tra sistema portuale, aeroportuale e tour operator, si parla di riqualificare zone come La Venezia e il waterfront. Da questa logica non si discosta il ragionamento dell'assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo: «Dobbiamo cogliere appieno le opportunità che non cogliamo, e i servizi che diamo: fare meglio e farlo insieme - ha spiegato - La nostra porta d'accesso al mare non può essere così poco valorizzata». Per Ciuoffo bisogna smettere di guardare al passato, e concentrarsi sul futuro perché «se non cominciamo ad assumerci ognuno la propria responsabilità e a costruire una progettualità condivisa, Livorno non sarà mai competitiva. Sul fronte del turismo dobbiamo lavorare assieme, e la Regione farà la propria parte».

Croceristi, ed equipaggi delle navi, come risorsa, ma soprattutto una sinergia tra porto e città che deve essere più stringente e che lo stesso sindaco Filippo Nogarin nel suo intervento ha ribadito come funzionale al superamento della crisi industriale di Livorno. «Si deve guardare a nuove forme di economia che Livorno fino a oggi non ha saputo cogliere, e il turismo può essere una di queste», ha detto il sindaco, perché può essere un volano di sviluppo di molti settori e sistemi correlati. «Penso all'enogastronomia e ai vini che abbiamo, tra i più importanti nel mondo a Livorno non abbiamo una visione complessiva e dobbiamo migliorarla così come sviluppare legami conio territorio più forti». Tanto più che, come ha sottolineato Alberto Perugini, direttore di Toscana Promozione Turistica, i dati su crociere e turismo nella nostra regione sono in crescita costante. Una stima del 2015 parla di un incremento turistico del 2,3%, con 13 milioni di arrivi e un + 3% di presenze, e un 2016 in cui si registra una crescita della "motivazione turistica", cultura ed enogastronomia, in un mercato di riferimento internazionale che vede primeggiare i turisti tedeschi, con un trend positivo anche da Canada e Stati Uniti (se crescono i nordamericani ci sono ricadute maggiori per la loro capacità di spesa elevata) ma crescono anche cinesi, indiani e nord europei. La mission di fondo è sviluppare il polo crocieristico livornese su questi mercati, come "gateway" della Toscana attraverso strategie di marketing con sviluppo prodotti turistici che valorizzino il territorio e con l'aggregazione di soggetti locali attraverso alleanze strategiche.

Giovanni Spadoni, direttore tecnico Porto 2000, conferma la crescita nel 2016, con 778mila croceristi, che ad oggi, nella previsione 2017, salgono a 870 mila su 386 scali, e tenderanno ad oltrepassare i 900 mila. Dall'analisi dei flussi dei passeggeri effettuata da Porto 2000, su 800mila passeggeri risulta che il 14% rimane a bordo, mentre il 25% resta a Livorno, lasciando in città per spese varie una cifra che si aggira attorno ai 5,26 milioni. Da qui emerge la necessità per gli esercizi commerciali livornesi di fornire servizi sempre più efficienti.

Come ha ricordato il presidente Massimo Provinciali, che spesso nei weekend fa da cicerone ad amici e parenti in giro per la città riscuotendo giudizi estremamente lusinghieri sia sulla bellezza dei luoghi che sulla bontà della cucina (quindi, si chiede, «perché non fare qualcosa di simile su base professionale?»), pure gli equipaggi rappresentano una risorsa importante: su una nave da 5 mila passeggeri sono almeno 1500. Secondo i dati, infatti, sempre nel 2015 su 277mila marittimi transitati quasi 139 mila sono sbarcati a terra e di questi l'88% ha effettuato spese varie tra ristorazione, telefonia e abbigliamento per circa 3,7 milioni.

Sostenitore di un "pacchetto Livorno" è anche Sergio Costalli, presidente della Camera di Commercio: «Livorno si vende sulle navi e nei pacchetti che si vendono all'imbarco dei passeggeri - ha detto - Per questo serve che la città sia resa vivibile e appetibile per tutti: la promozione comincia dal tappare le buche e sistemare i lampioni, il resto lo devono fare i privati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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