Italia
Gli avvocati: «È il modo giusto di procedere»
«La scelta della Procura di chiedere l’incidente probatorio è il modo più corretto di procedere visto quello che è avvenuto in questi mesi». È una di dichiarazione di comunione di intenti quella...
«La scelta della Procura di chiedere l’incidente probatorio è il modo più corretto di procedere visto quello che è avvenuto in questi mesi». È una di dichiarazione di comunione di intenti quella degli avvocati di Agostino Ceci, il carabiniere in pensione accusato dell’omicidio del marito dell’ex amante. Francesco Gristina e Marco Talini (nella foto), infatti, hanno sempre ripetuto che il loro cliente è estraneo a qualsiasi contestazione, anche dopo l’arresto avvenuto il 20 marzo scorso. Ma adesso è ovvio che questo passaggio processuale diventa fondamentale anche per loro. Anche perché dopo i ventitrè giorni passati in carcere dal loro cliente, il Riesame ha cambiato le carte in tavola nelle due paginette con le quali i giudici fiorentini hanno scarcerato l’ex militare. «Queste intercettazioni - puntualizzavano i giudici del Riesame - non hanno quella rilevanza che viene data dall'accusa». Una soddisfazione che gli stessi avvocato hanno dimostrato così. «Si tratta di una decisione che ci rende felici, vedremo che cosa succederà visto che la strada percorrere per dimostrare l'innocenza del nostro cliente è ancora lunga. Questo è un punto a nostro vantaggio. E dobbiamo ammettere che meglio di così non poteva andare visto che è stata accolta in pieno la linea difensiva».
Anche se non lo dicono apertamente, il prossimo passo che gli avvocati si augurano che la Procura faccia è quello di guardare anche ad altre piste rispetto a quella che ha portato a individuare in Agostino Ceci l’unico sospettato per il delitto di via Roma.
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