Gioco
Viareggio-Livorno, in bici per ricordare la strage del Moby Prince
Una pedalata per non dimenticare tre stragi che hanno segnato la costa toscana, insieme a quella del traghetto, anche Viareggio e Costa Concordia
LIVORNO. Una pedalata per non dimenticare tre stragi che hanno segnato la costa toscana: Moby Prince, Viareggio, Costa Concordia. Ciclisti livornesi e viareggini, ma anche altri arrivati da fuori regione, si sono ritrovati nella mattina in porto, all'Andana degli Anelli, per partecipare alla "Pedalata per non dimenticare", organizzata dai vigili del fuoco di Viareggio in memoria delle vittime delle tre stragi, portando solidarietà ai familiari che lottano per ottenere verità e giustizia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13650207:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13650207:1652377977/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Presenti alla manifestazione varie associazioni tra cui "Il mondo che vorrei" che riunisce i familiari delle vittime di Viareggio, l'Associazione 140 per il Moby Prince, la Svs, l'Associazione Vigili del Fuoco di Livorno. «Si tratta di un importante appuntamento - spiega Marco Piagentini, presidente di "Il mondo che vorrei" -. La memoria è tutto, chi non ha memoria non ha futuro. Ringrazio chi ha partecipato, portiamo la nostra solidarietà ai familiari delle vittime del Moby Prince, a quelli di Grosseto. La responsabilità nei luoghi di lavoro è fondamentale per evitare stragi avvenute per incuria, imperizia e negligenza».
La pedalata, una delle numerose iniziative sportive organizzate in vista del settimo anniversario della strage di Viareggio che ricorre il prossimo 29 giugno, è partita dalla Versilia alle 8.30 ed è arrivata al porto di Livorno alle 9.30: dopo il minuto di silenzio e la deposizione dei fiori alla lapide del Moby, i ciclisti sono ripartiti verso Viareggio. «Iniziativa di solidarietà - spiega Loris Rispoli - nei confronti dei familiari delle vittime del Moby, di Viareggio e della Costa Concordia che continuano a chiedere verità e giustizia: è necessario garantire maggiore sicurezza perché tragedie come queste non abbiano a ripetersi. Siamo certi che la commissione di inchiesta porterà avanti il suo lavoro per fare chiarezza su quanto successo».
«È importante tenere viva la memoria - spiega Carlo Veretti che nella strage di Viareggio ha perso il nipote. In autunno ci sarà la sentenza di primo grado. Aspettiamo le giuste condanne». C'è chi, come Vittorio Emili, è arrivato da Roma per partecipare all'iniziativa. «È fondamentale ricordare - spiega Lucio Iurescia, associazione vigili del ruoco Livorno - per chi è rimasto e per chi non c'è più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
