Gioco
La protesta di oltre tremila metalmeccanici
Da tutta la Toscana a Livorno per difendere il contratto nazionale. I sindacati: no all’idea di cancellarlo
LIVORNO. La ritrovata unitarietà dei sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm sotto la bandiera di un contratto nazionale che "non si deve toccare" ha dato il la, ieri, a una grande manifestazione che ha portato a sfilare per le vie del centro di Livorno oltre duemila operai arrivati da tutta la regione. In mezzo al corteo, anche Michela Spera, della segreteria nazionale Fiom. «Siamo qui a Livorno - ha detto Spera - per dire a Federmeccanica che respingiamo la loro idea di cancellazione del contratto nazionale, perché i metalmeccanici vogliono un contratto nazionale che garantisca salario e diritti per tutti».
In Toscana si è scelto Livorno, che ha dato una buonissima risposta. «In questo territorio - ha aggiunto la sindacalista - la crisi ha smantellato e sta smantellando un sistema industriale che invece va assolutamente salvaguardato e a cui dobbiamo dare prospettiva. D'altra parte proprio in questa città, 115 anni fa è nata la Fiom».
Contratto che non vuol dire solo salario ma anche dignità e diritti, come ha specificato Luciano Gabrielli, segretario Fiom di Livorno: «Oggi con il nuovo contratto nazionale ci stiamo giocando proprio il futuro dei diritti dei lavoratori e della loro dignità segnale chiaro a Federmeccanica e Confindustria».
Livorno è in ritardo sull'accordo di programma e il primo luglio ci sarà un ulteriore sciopero indetto da Cgil Cisl e Uil, perché c'è bisogno di un cambio di passo: va bene l'ampliamento del porto, ma per Gabrielli serve anche attrarre nuovi industriali che diano risposte concrete alle migliaia di disoccupati.
Tra gli operai che sfilano il sentimento è comune. Riccardo Volpi, rsu Hitachi di Pistoia, si sente umiliato: «Federmeccanica sta approfittando della crisi per non darci niente», mentre Simone Donati, Pierburg, è preoccupato per il contratto anche se l'azienda ha lavoro e commesse, «siamo già allo stato di sopravvivenza con i nostri stipendi - dice - e in un futuro potremo essere al limite della povertà». Il contratto nazionale va rinnovato e vanno mantenuti i due livelli di contrattazione, ha spiegato poi Vincenzo Renda (Uilm) che aggiunge: «Federmeccanica deve togliere i pregiudizi sul salario, questa manifestazione non può passare inosservata». Gli fa eco Fausto Fagioli (Fim): «Non si possono permettere divisioni salariali lasciando il 95% dei lavoratori senza aumenti contrattuali. Il contratto nazionale è quello che unisce il Paese e su questo ci batteremo per avere il miglior risultato possibile».
Enrico Paradisi
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