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Livorno

Aamps, scontro sui crediti non riscossi: gli oppositori escono. Bruciati resta ma non vota

di Enrico Paradisi
Aamps, scontro sui crediti non riscossi: gli oppositori escono. Bruciati resta ma non vota

Livorno, in consiglio comunale passa con i voti M5s la manovra dei 13 milioni spalmati sulla tariffa fino al 2021. Non ci sarà un rincaro, sparirà però la diminuzione prevista fra due anni

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LIVORNO. È passata ieri sera in consiglio comunale con il voto compatto della maggioranza la delibera programmatica che consente di spalmare 13 milioni di crediti "inesigibili" di Aamps in tariffa fino al 2021. Le opposizioni – per bocca di Alessandro Mazzacca, ex grillino dissidente, ora nel gruppo misto – dopo aver chiesto un rinvio di 10 giorni, (rispedito però al mittente dai Cinquestelle) hanno lasciato l'aula. Solo Bruciati (Buongiorno Livorno) è rimasto in aula ma non ha votato.

«L’azienda – aveva spiegato poco prima l’assessore Gianni Lemmetti – ci ha chiesto di “ribaltare” in tariffa altri 13 milioni di crediti inesigibili: 11 milioni erano già stati inseriti in bilancio nel 2015, ora con questa delibera gli altri 13 saranno spalmati in tariffa dal 2018 al 2021». Tariffa che rimarrà inalterata fino al 2021 a quota 35,7 milioni, garantisce l'assessore, anche se per questo è stato necessario, insieme alla delibera, votare anche una variazione del bilancio di previsione, perché dal 2018 la tariffa sarebbe scesa a 31,9 milioni.

Una manovra complessiva che va in direzione del concordato, sostiene Lemmetti: consente all’Aamps di avere la certezza dell'incasso, a questo punto garantito dal Comune. «Aamps non prende un euro in più né un euro in meno di quanto gli spetta, ma avrà la certezza di flussi finanziari garantiti fino al 2021», dice l’assessore ribadendo che è già cominciata l'attività di potenziamento sia degli aspetti informatici sia della capacità dell'ente di farsi corrispondere il non riscosso.

Le opposizioni, tutte sulla stessa lunghezza d'onda, hanno lamentato la troppa urgenza con cui è stata presentata la delibera, senza dare cioè il tempo ai consiglieri di poterne verificare numeri e i contenuti. Urgenza giustificata poi dall'assessore per gli adempimenti necessari alla composizione del bilancio di Aamps, in vista lunedì dell'assemblea dei soci.

La delibera era passata in mattinata in commissione all’unanimità: cioè sempre con i soli voti della maggioranza perché, come nella replica serale, anche il round mattutino si era chiuso con l'uscita dall'aula delle opposizioni.

Raspanti (all'esordio come nuovo capogruppo del gruppo misto dopo aver lasciato Buongiorno Livorno insieme a Cepparello), prima di uscire dall'aula, parla di una ricapitalizzazione mascherata e attacca: «Non sono stati volutamente garantiti i tempi per l'approfondimento dei consiglieri sul contenuto di questa delibera, quindi ve la votate».

Stessa lamentela anche da parte della forzista Amato: dopo aver avanzato dubbi sulla certificazione dei crediti inesigibili perché, a suo giudizio, confusi con quelli già inseriti nel fondo svalutazione crediti degli anni precedenti, ha aggiunto che «non solo state facendo una ricapitalizzazione, ma anche una ristrutturazione del debito, dato che ho sentito dire che l'indotto avrà il 100 per cento».

Mentre Valiani (Livorno bene comune) accusa di far pagare sempre tutto ai cittadini, Ciampini (Pd) nel suo intervento ben sintetizza la dichiarazione di non voto dei dem: «È l'ennesima rincorsa che non capiamo e che permette di capire i veri problemi dell'azienda e fa pagare alla fine i cittadini livornesi fino al 2021. Serve un'analisi vera dei crediti inesigibili perché non paghino sempre i soliti».

Dai banchi della maggioranza si è alzato Ceselli (M5s): «Lo stesso tempo che avete avuto voi lo abbiamo avuto noi, - ha ribattuto il capogruppo Cinquestelle - il nostro lavoro è quello di dover valutare, non è quello di fare i tecnici». Caruso (Pd) ha ringraziato ironicamente Ceselli per la spiegazione, rimarcando la decisione di non votare, vista l'impossibilità di fare una discussione seria su argomenti così complessi avendo gli atti 24 ore prima: «Quel che ci lascia allibiti – afferma il capogruppo dem – è la costante carenza di informazioni, la mancanza di trasparenza amministrativa e la non chiarezza delle scelte politiche. Qui ci troviamo davanti ad una scelta di questa maggioranza che porterà ai cittadini livornesi ulteriori sacrifici economici fino al 2021».

Vanno all’attacco gli ex M5s, ora in Livorno Libera. Mazzacca punta il dito sul fondo svalutazione crediti: «Così fate pagare ai livornesi due volte la stessa cifra per finanziare il concordato». Grillotti conclude il giro riprendendo i timori già avanzati in commissione da Amato e mette in guardia i consiglieri sull'approvazione della delibera senza il parere dei sindaci revisori.

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