La protesta
Raspanti smarcato scatena il dibattito a sinistra e nel Pd
Tra i Dem: «Aprire il confronto» e «sostenere questa energia positiva» Frustata di Si: «Restino alternativi al renzismo». Bruciati: «Siamo vivi»
LIVORNO. C’era da aspettarselo: l’uscita di Andrea Raspanti e di Giovanna Cepparello da Buongiorno ha aperto il vaso di Pandora della politica livornese, accendendo il dibattito non solo lungo i confini dell’associazione, ma nelle forze di sinistra e, soprattutto, dentro al Pd. Che in parte non nasconde ammiccamenti e apprezzamenti verso le ex teste di serie dell’ala più moderata della terza forza politica della città.
Non è un caso che ieri il consigliere comunale del Pd, Marco Martelli, sia intervenuto dicendo di riconoscere a Raspanti «l'onestà con cui ammette di aver sbagliato nel sostenere Nogarin (al ballottaggio, ndr) solo per un presunto cambiamento che alla prova dei fatti ha prodotto un disastro», «onestà nell'ammettere i propri errori, fatto che non è accaduto del tutto per molti del Pd, dove vedo che alcuni che hanno condiviso le scelte del passato e gli errori fatti continuano a pensare di condizionare tutto e tutti con giochini vecchi: credo che un grande e plurale partito che a Livorno ha comunque la maggioranza relativa dei consensi e governa a livello regionale e nazionale debba assumersi l'onere di una proposta politica per la città ed aprirla al confronto di tutti, a partire dai cittadini per arrivare alle forze politiche, sociali e singole personalità...».
All’indomani dell’addio di Raspanti - che ha parlato della volontà di costruire un nuovo progetto politico «progressista», «di centrosinistra» - non sono un caso neppure le parole scritte dall’ex presidente di circoscrizione Matteo Ampola, molto vicino all’ex candidato sindaco frl Pd: «È da sostenere questa energia positiva che guarda alla costruzione di un nuovo metodo di governo più partecipato e adeguato alle sfide della crisi attuale, in linea tra l'altro con il lavoro portato avanti dal gruppo Pd fin dall'inizio del mandato...».
A pochi giorni dai ballottaggi nelle principali città italiane, tornano a farsi sentire anche pezzi di Pd nazionale, dalla sottosegretaria Silvia Velo al parlamentare Andrea Romano («le dimissioni da Buongiorno Livorno di Raspanti e Cepparello - dice - sono un atto di grande coraggio personale e un segnale di valore nazionale sul fallimento dei Cinque Stelle alla prova concreta dell'amministrazione delle città»).
E la sinistra si agita. Con alcuni esponenti di primo piano che dietro le quinte alludono già a possibili intese tra Raspanti e Marco Ruggeri in vista di una futura campagna elettorale. Fantapolitica? Intanto dai membri del coordinamento di Sinistra italiana (anche loro, come Bl, contrari a un eventuale commissariamento del Comune che «porterà solo all'instabilità amministrativa») arriva una nota ufficiale che recita così: «Leggiamo con stupore che Raspanti, lo stesso che disse basta con il centrosinistra nel 2014 a prescindere dai programmi, ora vuole ricostruirlo in chiave locale non accorgendosi che con Renzi quella parola è morta ed è stata sostituita da politiche di destra. Una riesumazione locale in una Italia e in una Toscana che hanno seguito altre direzioni, che finirebbe con l'apparire più uno schierarsi nel riposizionamento di quel che rimane dei gruppi dirigenti della città che in un tentativo di imprimere una svolta di cultura di governo e di impresa ad una città assetata di lavoro». «Noi di Sinistra italiana - è l’appello/critica - auspichiamo che Raspanti e Cepparello siano ancora posizionati a sinistra, alternativi al renzismo, e che possano costruire liberamente insieme a noi e alle forze progressiste della città, compreso Bl, una proposta capace di aggregare le forze del cambiamento».
Tutto mentre Buongiorno - nel bene e nel male - fa i conti con i suoi elettori. «Vorrei rispondere ai gufi che danno il sottoscritto e il soggetto politico che rappresento già nel mogano della bara politica - incalza Marco Bruciati - siamo ancora qui, con la stessa intensità e passione, per rimanerci a lungo». «Da parte nostra - si legge poi sulla pagina ufficiale di Bl - lavoreremo con ancora maggiore energia al progetto originario di politica dal basso, certi di essere un contenitore importante e presente nella politica cittadina, a difesa dei beni comuni, per l'ambiente, il reddito, il lavoro e la casa».
Ma c’è anche chi risponde come Bruno Bastogi, storico dirigente del Ctt: «Un anno fa, dopo un anno e più dalla prima iscrizione, ho lasciato Bl. Troppe incertezze, troppi apparentamenti. Non lo sentivo più quel movimento che solo pochi mesi prima mi appassionava. E pensare che Bl due anni fa mi ha ridato la speranza che qualcosa si potesse ancora fare, insieme a persone serie che condividevano stessi ideali. Evidentemente non mi ero sbagliato. Oggi la scelta di Andrea e Giovanna mi conforta. Sono due persone che stimo e che seguirò nel loro percorso».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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