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amato (fi): il ribaltamento non si puÒ fare, intervengano i revisori

«Quei crediti erano già stati pagati dai livornesi»

«Quei crediti erano già stati pagati dai livornesi»

LIVORNO. «Nogarin e Lemmetti avevano garantito che i cittadini, i lavoratori e l'indotto non sarebbero stati toccati dal concordato. Così invece a quanto pare non sarà. E' stata decurtata la...

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LIVORNO. «Nogarin e Lemmetti avevano garantito che i cittadini, i lavoratori e l'indotto non sarebbero stati toccati dal concordato. Così invece a quanto pare non sarà. E' stata decurtata la quattordicesima di 800 euro ai dipendenti, dal 2018 al 2021 verranno riversati nella tassa rifiuti 13 milioni di Tia e si annuncia un efficientamento per 13 milioni che fa temere tagli di servizi essenziali». Elisa Amato e Maristella Bottino, rispettivamente capogruppo e coordinatrice provinciale di Forza Italia, affilano le armi in vista del consiglio comunale di oggi che dovrebbe approvare il riversamento in Tari di 13 milioni di crediti Tia inesigibili, che il presidente di Aamps Castelnuovo ha chiesto al Comune definendoli fondamentali per il concordato.

Se questa è la contestazione politica a quelle che Amato e Bottino chiamano «le contraddizioni a 5 Stelle», c'è anche un aspetto tecnico e contabile su cui le due esponenti di Forza Italia accendono i fari: «Primo: il ribaltamento dei crediti si può fare solo con la dichiarazione di inesigibilità della Sorit, che come noto non c'è per quei 13 milioni - dicono -. Secondo: l'altra condizione per il ribaltamento è che il fondo svalutazione crediti non sia stato costituito proprio recuperando quei crediti. Altrimenti qualcosa non torna».

In sostanza il dubbio di Forza Italia è che si stiano chiedendo per la seconda volta ai cittadini 12 milioni più Iva che erano già stati incassati negli anni ai livornesi ed erano finiti nel fondo svalutazione crediti di Aamps che infatti al 31.12.14 era esattamente di 12 milioni. E di conseguenza che i 26 milioni di crediti inesigibili Tia totali (di cui 11.4 già riversati in Tari nel 2015-2017 e 12 inseriti nel fondo) ora diventino 39, tutti gravanti sulle tasche dei livornesi.

«A questo proposito - sottolinea Amato - ho fatto una richiesta di accesso agli atti per avere tutta la corrispondenza intercorsa sulla questione del ribaltamento Tia-Tari tra sindaco, segretario generale, assessore, dirigenti e cda Aamps. Voglio capire come è stato gestito il percorso: visto che devono essere assunte decisioni importanti è necessario avere tutti gli atti. Tra questi atti vogliamo vedere anche il piano industriale e di concordato, fondamentali per assumere una delibera di questo tipo».

Amato - che è anche presidente della commissione bilancio che stamani esaminerà la delibera per il ribaltamento dei crediti Tia in Tari - chiede il parere dei revisori dei conti e annuncia che «non farò votare senza avere quel parere».

«Di fatto - aggiunge poi - con questi soldi il concordato sarà fatto quasi al 100%. La domanda dunque nasce spontanea: a cosa è servita questa scelta? Forse a pagare i professionisti chiamati proprio fare il concordato».(g.corsi)

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