Gioco
Orti urbani, l’idea di Clc «Al Comune le aree verdi»
LIVORNO. La vicenda degli orti urbani di via Goito rimane in buona sostanza ancorata al progetto presentato a febbraio scorso da Clc (la cooperativa costruttrice proprietaria dell'area), e già...
LIVORNO. La vicenda degli orti urbani di via Goito rimane in buona sostanza ancorata al progetto presentato a febbraio scorso da Clc (la cooperativa costruttrice proprietaria dell'area), e già apprezzato a suo tempo dalla Giunta Nogarin, che su un 20% dell'area in questione prevede la realizzazione di abitazioni e il restante 80% da destinare a parco pubblico e in parte a orti.
A confermarlo in commissione, l'assessore Aurigi che ha definito il progetto come il punto di caduta ottimale tra le varie istanze. Unica novità, emersa dopo tre ore abbondanti di dibattito incrociato tra schieramenti contrapposti, residenti, occupanti e proprietà, l'ha tirata fuori proprio Ubaldo Ganetti, presidente di Clc. «Facciamo subito una convenzione con l'amministrazione comunale - ha detto Ganetti - in cui cediamo al Comune le aree di via Calatafimi, via Corcos, e l'80% di via Goito in modo che diventino pubbliche. A noi resta così il 20% su cui costruire, lasciando all'amministrazione il compito di occuparsi dell'area verde e attraverso un comitato e un processo partecipativo, possa scegliere il progetto migliore».
Proposta che dovrà essere approfondita dagli uffici, come ha spiegato il dirigente all'Urbanistica Paolo Danti: «Entro una settimana - ha detto - vedremo di capire come fare: in giunta c'è stato un primo apprezzamento del progetto, ma non essendoci ancora un'approvazione definitiva possiamo inserire la questione della cessione anticipata, anche se la rimozione degli abusi deve avvenire prima che il terreno passi all'amministrazione».
È una novità che potrebbe accelerare l'iter e dare ossigeno a Clc. La cooperativa, che impiega 125 lavoratori con altrettante famiglie, è in fibrillazione per alcuni crediti non riscossi e ha necessità di far presto: in primis ha bisogno di entrare in possesso dell'area attualmente occupata dagli orti urbani per poter dare il via al progetto esecutivo e rientrare nell'investimento. Inoltre il 30 giugno ha in scadenza un mutuo ipotecario e deve ottemperare a un'ordinanza di demolizione del Comune, scadenza il 13 luglio, che impone alla proprietà l'abbattimento di alcuni manufatti abusivi che sono stati realizzati sull'area dagli occupanti.
«Noi siamo disponibili a trovare soluzione che sia la più rapida possibile - ha aggiunto Ganetti - che possa anche scindere la questione delle costruzioni dall'area a parco e dagli orti, parte che noi vogliamo mettere a disposizione della città. Vogliamo fare case puntando su innovazione e qualità».
Bruciati (Buongiorno) aveva posto l'attenzione sulla possibilità, regolamento urbanistico alla mano, di poter trasferire gli indici di edificabilità altrove, rimanendo convinto come Luigi Vanni, intervenuto come rappresentante degli orti urbani, che non sia necessario costruire palazzi in quell'area. Ipotesi rispedita al mittente dallo stesso Aurigi: il trasferimento di indici non è stato accettato dalla proprietà, tenendo presente che si devono ancora riallocare 7mila metri della vertenza sul Luogo Pio, cosa questa non semplice a detta dell'assessore.
Il trasferimento degli indici non piace nemmeno a Marchetti (M5s): «Facciamo questa convenzione e apriamo un dibattito pubblico su cosa fare nell'80%: ognuno ha ceduto qualcosa ma l'obiettivo è salvaguardare le esperienze positive e questo mi sembra si sia fatto».
Vanni, che rivendica anche ruolo sociale di orti ha ribattuto: «State facendo quello che era stato scelto dalla giunta Cosimi. Prendiamo atto che la giunta Nogarin non ha scelto, ma porta avanti un progetto del Pd». «Noi abbiamo fatto le nostre valutazioni e le nostre scelte - gli ha replicato Aurigi - Ci siamo messi al tavolino ad ascoltare le richieste e crediamo di aver fatto un percorso di coscienza, poi se queste scelte non le piacciono è un altro discorso. Questa soluzione tiene di conto di tutte le istanze: previsti orti in superficie doppia rispetto a quelli esistenti e c'è la valenza del parco cittadino che potrà essere fruita anche da chi non gestisce gli orti».
Dall'altra parte della barricata i residenti dei palazzi limitrofi con Francesco Pistone e Giovanni Barbini, sostanzialmente d'accordo sul progetto Clc, chiedono che sia garantito il rispetto della legalità dopo essersi attivati, secondo gli strumenti di legge, per la riduzione dell'edificabilità, e perché si potesse realizzare una zona a disposizione di tutti: residenze ecosostenibili e parco. «Non siamo contrari agli orti urbani se gestiti in modo trasparente e regolamentati da norme: vogliamo rimarcare la situazione di abusivismo che c'è nell'area e che ora appare un'area disordinata, pretesa assurda di alcuni soggetti organizzati che vantano diritti inesistenti».
Per Vanni però non ci sono problemi di legalità: «L’area è aperta a tutti - ha detto - tanto che alcuni orti sono frequentati da personale di polizia penitenziaria, finanzieri e militari».
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