Sicurezza
Operatori in sit-in davanti ai cancelli
Raccolta di firme per scongiurare la chiusura dell’impianto
LIVORNO. Non è bastata la pioggia a scoraggiare gli organizzatori della fiaccolata per dire no alla chiusura dell'ippodromo Caprilli. Giusto il tempo di lasciar sfogare l'acquazzone ed ecco comparire i gazebo, le vettovaglie e i fogli per la raccolta firme della petizione #noallachiusuradelcaprilli. «Dobbiamo ringraziare il comitato nato su Facebook e i ragazzi di Aamps per il loro sostegno», si premura di sottolineare Paolo De Santi, ex direttore della Livorno Galoppo con il telefonino sempre in mano per conoscere le ultimissime dal consiglio comunale partito in contemporanea. Spunta lo spiraglio del salvataggio in extremis, ma per De Santi «rimane il problema della richiesta onerosa fatta al personale: il part time al 50 per cento». «Il sindaco Nogarin - prosegue - deve prendere atto delle responsabilità nel fallimento della Labronica Corse, che si poteva mantenere in liquidazione. Così facendo, invece, si è determinato un costo per il subentrante che si va necessariamente a scaricare sulle spalle degli otto ex dipendenti, senza contare le almeno cento famiglie dell'indotto e gli ottanta stagionali».
Nel giorno che doveva segnare l'inizio della stagione di corse (la sera di giovedì 9 giugno, da programma, il Caprilli avrebbe dovuto riaprire i cancelli al pubblico per l'estate) comunque sempre di "puntate" si parla: «Il sindaco Nogarin dia il suo sostegno per mantenere i soci della Livorno Galoppo attaccati a questa scommessa - conclude De Santi - altrimenti questa trattativa non riuscirà».
Matteo Scardigli
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