Il Tirreno

Livorno

DONNA LICENZIATA PER UN PANINO

«Nel mio negozio serenità e collaborazione»

Il titolare del punto vendita Conad: c’è stata una grave lesione del clima di fiducia

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LIVORNO. «Ho sempre percepito un clima di serenità e di collaborazione fondato sulla fiducia e sulla lealtà, principi per me imprescindibili e alla base di qualunque rapporto di lavoro». E poi: «Non so chi possa aver affermato quel che ho letto» riguardo a come conduce il negozio, ma «sicuramente non corrisponde alla realtà».

Sono alcuni dei passaggi-chiave della lettera aperta di Guido Startari, titolare del punto vendita Conad di via Baroni, al centro del caso della donna licenziata per via d’un panino: prende la parola dopo esser rimasto in silenzio, anche di fronte agli inviti del cronista di far conoscere le proprie valutazioni.

Adesso Startari contesta la ricostruzione dei fatti sottolinanendo che quanto è avvenuto «per me ha rappresentato una grave lesione di quel clima di fiducia nel quale confidavo, e in fondo ancora confido». Conclude poi: «È con la stessa fiducia che ritengo che la realtà dei fatti potrà essere verificata nelle opportune sedi».

«Ho messo tutto il mio impegno per rilevare un’attività economica in cui ho creduto da subito»: si apre così la lettera aperta di Startari, riferendo che il negozio («nel quale io e mia moglie abbiamo investito tutto»), in due anni di gestione «ha realizzato una buona crescita, grazie ai clienti che apprezzano i cambiamenti apportati, grazie ai nostri sacrifici e grazie al gruppo di lavoro su cui ho sempre contato, fin dall’inizio». Il titolare dice che «uno dei motivi» a fargli scegliere quel negozio è stato «proprio il gruppo di persone che vi lavorano» ribadendo che «così è stato fino a ora e mi auguro possa esserlo anche nel futuro».

Dopo aver parlato dei punti indicati fin dalla prima riunione, Startari segnala che le «tante piccole cose realizzate insieme: per concedere permessi chiesti all’ultimo minuto mi sono sempre fatto in quattro riformulando i piani orari anche tre volte; ogni volta che un dipendente mi ha chiesto l’acconto sullo stipendio gliel’ho concesso anche per vari mesi consecutivamente e nonostante che in qualche periodo il bilancio non lo consentisse». E poi: «In alcune occasioni, al verificarsi di inadempienze, sono dovuto intervenire, ma questo fa parte della normale gestione di un’azienda».

Intanto, dal Coordinamento lavoratori lavoratrici livornesi fanno sapere che domani dalle 9 davanti alla Conad di via Baroni si terrà una iniziativa di protesta in sostegno della donna licenziata.

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