Gioco
Il Livorno scarica Emerson: niente rinnovo
Il brasiliano non rientra nei piani della società amaranto: è l'addio a una delle bandiere della storia recente. Ancora dubbi sulla panchina
LIVORNO. Tutto in una settimana. La società ha stilato un cronoprogramma che prevede la scelta dell’allenatore per il 15 o il 16 giugno. Prima di sciogliere il nodo-panchina, però, il ds Ceravolo attende una risposta decisa e definitiva dai giocatori in scadenza di contratto ai quali è stato proposto il rinnovo. Non saranno accettate mezze misure. Il ‘ni’ sarà considerato un rifiuto, perché nel Livorno deve restare solo chi ne è convinto e conosce il valore della maglia amaranto. Gli altri possono accomodarsi fuori.
CIAO PUMA. La società ha individuato cinque giocatori da confermare. Tra questi, però, non figura Emerson. In sostanza il Puma è libero di accasarsi dove vuole perché non rientra nei piani del Livorno e c'è la sensazione che stavolta abbia acquistato un biglietto di sola andata per la sua amata Sardegna. La notizia, di per sé è clamorosa, anche perché il giocatore è universalmente considerato una bandiera perché in questi anni si è fatto apprezzare non solo per le doti tecniche, ma anche per un’umanità fuori dal comune. Il motivo di questa scelta dolorosa? Per la verità ce ne sarebbero più di uno. Il primo è di ordine anagrafico. Ramos ad agosto compirà 36 anni e la società preferisce puntare su un giocatore più giovane e comunque in grado di fornire le dovute garanzie nel ruolo di centrale. Ed ecco che questa seconda considerazione porta dritto al nome di Alessandro Lambrughi che proprio nello spot di regista difensivo si è disimpegnato assai bene nel segmento conclusivo della scorsa stagione. Il ragionamento fatto dal Livorno - ed ecco il secondo motivo che porta alla separazione dal Puma - è semplice: abbiamo due centrali affidabili. Uno del 1987 e uno del 1980. Teniamo il più giovane e nel frattempo ne facciamo cresce un altro da reperire sul mercato o promuovere dalle giovanili. Tutto questo in attesa di una risposta da Martino Borghese.
ENERGIE RINNOVABILI. L'ex comasco, infatti è uno dei cinque giocatori che si svincoleranno il primo luglio, ma che la società intende trattenere con un contratto nuovo di zecca. Gli altri sono capitan Luci, Biagianti, Vantaggiato e Jelenic. Sugli ultimi due la società mantiene ancora un piccolissimo margine di manovra legato al diritto di conferma: un’opzione che Spinelli intende esercitare. È chiaro, però, che anche in questi due casi, deve essere trovato l'accordo economico. E questo è un aspetto tutt'altro che marginale. Tutti questi rebus intricati troveranno la soluzione nei primi giorni della prossima settimana.
QUESTIONE ALLENATORE. Tra sette giorni sapremo anche chi guiderà la squadra. Gelain è in vantaggio su tutti, ma questo temporeggiamento societario non sembra giovare a mister Ezio. Così ecco che in questi giorni sta prendendo un bell’abbrivio Cristiano Lucarelli che l'altra mattina si è visto con Spinelli con il quale han parlato di banchine (del porto) e di panchine. Tra i pretendenti, però, ci sono anche Antonio Filippini, l'ex Mantova Prina e l'ex Teramo Vivarini. In tutto questo bailamme, una riflessione è doverosa: non è importante quando sarà scelto l'allenatore. Ciò che conta è che sul nome non ci siano dubbi o riserve. Cominciare in estate con qualche ombra rischia di farci ritrovare nel buio in autunno per cui è opportuno evitare errori già commessi in passato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
