Il Tirreno

Livorno

Due truffe ad anziani, una va a segno

di Lara Loreti
Due truffe ad anziani, una va a segno

I colpi in centro e ad Ardenza. Finti operatori hanno proposto di installare negli appartamenti un rilevatore di fughe di gas

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LIVORNO. Si sono presentati come addetti Asa e di una ditta del gas, con tanto di volantini informativi e cartellini identificativi. Tutto contraffatto. E hanno proposto di installare dei rilevatori di gas. Nel primo caso sono riusciti a portare via a una coppia di anziani 300 euro, nel secondo il truffatore stava per spillare al malcapitato di turno 250 euro, ma è stato fermato in tempo dalla nuora di lui, chiamata dalla vittima. Quest’ultima ha messo ko il truffatore, che è stato costretto a scappare in quanto la donna aveva un sistema di telecamera a distanza, che ha funzionato come deterrente.

Nel primo caso, nel mirino dei ladri una coppia di ottantenni. «Buongiorno, dovremmo installare per conto di Asa un rilevatore di gas”. I due un po’, perplessi, hanno chiesto spiegazioni, e i truffatori hanno evidenziato che quel lavoro era obbligatorio e che l’installazione costava 300 euro. Non solo. Per essere più convincenti, hanno fatto riferimento a dei fogli affissi sul portone del condominio, avvalorando ulteriormente il discorso dicendo che l’installazione sarebbe stata fatta per conto di Asa. Quindi hanno presentato agli anziani dei fogli da firmare, riuscendo alla fine a strappare loro un assegno di 300 euro. I malviventi, in base a quanto appreso, avrebbero provato a truffare anche altri residenti del palazzo, ma senza successo.

L’indomani, la stessa sorte è toccata un anziano di 91 anni, residente in una strada di Ardenza terra. Un uomo si è presentato dicendo di lavorare per conto di una ditta che si chiama “V.do.”, che ha il compito “di applicare la nuova normativa sul gas”. Ha aggiunto che per legge doveva installare all’interno della casa un rilevatore, e a questo scopo ha fatto firmare al 91enne un fantomatico contratto. Il tutto al costo di 500 euro. L’anziano ha risposto di non avere abbastanza contanti e a quel punto il ladro ha rilanciato, dicendo di poter prendere 250 euro “in via del tutto eccezionale”. Quindi ha dato il via al lavoro. “Glielo metto in cucina”, ha detto il truffatore. E addirittura ha cominciato a darsi da fare, affiggendo dei chiodi al muro. A quel punto, l’anziano ha intuito che c’era qualcosa che non andava. E ha chiamato la nuora. La donna ha detto al suocero che in pochi minuti sarebbe arrivato suo figlio. Non solo, grazie a un sistema di videosorveglianza a distanza, è riuscita a inquadrare per un attimo il malvivente, che poi è scappato.

Il truffatore è stato descritto come un giovane che dall’aspetto e dall’accento sembrava dell’Est Europa, alto circa un metro e 80 centimetri, castano, con una maglia chiara, un gilet scuro, una borsa a tracolla nera e con in mano una cartellina rossa.

Il 91enne, insieme al figlio, ha chiamato il 113 che ha inviato una volante. Ora la polizia sta indagando sul caso. Le due truffe potrebbero essere collegate: lo fanno pensare le modalità d’azione, che sono molto simili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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