Il Tirreno

Livorno

Discoteca abusiva, sequestrato l’Alcatraz

di Lara Loreti
Discoteca abusiva, sequestrato l’Alcatraz

Provvedimento del gip e denuncia penale al presidente del circolo: la struttura così non è sicura e non ha vie di fuga

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LIVORNO. Mancanza di sicurezza e delle autorizzazioni sulla solidità della struttura necessarie per aprire un locale. Per questo martedì è stato sequestrato in via preventiva l’Alcatraz, noto locale di via Malenchini, che è formalmente registrato come circolo Ads, ma che secondo gli investigatori è di fatto una discoteca abusiva.

Gli agenti della questura, insieme con polizia municipale, carabinieri e guardia di finanza, dopo una serie di controlli amministrativi disposti dal questore, da tempo tengono sotto controllo il circolo Alcatraz, sollecitati anche da esposti di cittadini. Durante i sopralluoghi, a cui hanno partecipato anche i vigili del fuoco, è emerso che il locale non ha vie di uscita, non ha estintori né materiale ignifugo, e ha anche carenze di illuminazione. L’unica scappatoia è un terrazzino che è affacciato sul fosso reale, dal quale però non è possibile uscire in caso di pericolo. La mancanza di sicurezza, con il conseguente rischio di problemi di incolumità dei clienti in caso di emergenza - incendi o altro - hanno spinto la polizia amministrativa a dare in via a un’indagine penale. E sulla base dell’analisi della polizia giudiziaria, il gip nei giorni scorsi ha emesso un’ordinanza di sequestro preventivo, che è un po’ una novità rispetto ai provvedimenti già presi nel passato nei confronti di locali mascherati da circoli. Ed è scattata anche una denuncia penale verso il presidente del circolo, Tommaso Fava, che si occupa del locale insieme al fratello Francesco.

Il gip di Livorno ha quindi disposto il sequestro preventivo del locale in quanto, sempre secondo la polizia, non sono mai stati fatti i dovuti controlli sulla stabilità e sicurezza dei luoghi. Il locale resterà sotto sequestro fino a che ci saranno le esigenze cautelari.

Le forze dell’ordine hanno scoperto anche mancanze di tipo amministrativo. In particolare, gli agenti hanno contestato ai gestori il fatto che nel locale, pur presentato formalmente come circolo privato, si svolgeva una vera e propria attività imprenditoriale di discoteca, con un vasto pubblico, compresi molti non associati o persone invitate solo in via occasionale all'ingresso. Uno “pseudo circolo”, secondo qui inquirenti, molto pubblicizzato anche su internet e tramite vari social network, che da tempo era sotto osservazione della Polizia amministrativa e sociale (Pas) della questura. La mancanza di autorizzazione a svolgere attività di discoteca ha fatto scattare anche delle multe (sui 300 euro).

Nessun commento in proposito da parte di Francesco Fava, che in questa fase dell’indagine preferisce non intervenire con alcuna dichiarazione.

L’Alcatraz è un locale molto noto e apprezzato dai giovani, che negli anni è diventato un punto di riferimento per le serate di svago nei weekend.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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