Italia
Aamps, mozzata la quattordicesima
Livorno, i lavoratori scoprono per caso che riceveranno un terzo della paga. Sindacati all’attacco: «Prima volta nella storia che salta lo stipendio»
LIVORNO. C’è già chi lo considera il primo effetto del concordato sui lavoratori di Aamps: ieri mattina l’azienda ha comunicato ai dipendenti che la quattordicesima mensilità sarà pagata solo per un terzo, per i ratei che vanno da marzo a giugno. Gli altri due terzi, che i lavoratori hanno maturato da luglio 2015 a febbraio 2016 resteranno nelle casse di via dell’Artigianato. In questo modo i dipendenti entrano a tutti gli effetti tra i creditori di Aamps.
Ma soprattutto, come sostengono i lavoratori, per la prima volta nella storia dell’azienda non viene pagata una parte di stipendio.
Il 30 giugno anziché un bonifico da 1200 euro di media, i lavoratori si ritroveranno sul conto un versamento di 400 euro. Una beffa. Ancor più amara per il fatto che due settimane fa, una nota scritta diramata dal cda ai dipendenti aveva annunciato il pagamento di 10 dodicesimi a causa del concordato. In sostanza, sulla stessa busta paga da 1200, erano stati annunciati 1000 euro netti, che ora diventano 400.
Cosa è successo in questo periodo da aver cambiato le carte in tavola in questo modo? «Avevamo sbagliato, è stato un errore», ha spiegato ieri ai lavoratori il consigliere di Aamps Massimiliano Tolone.
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Era circa l’ora di pranzo quando la notizia si è diffusa e in poco tempo in cento si sono radunati ai cancelli di via dell’Artigianato e poi si sono riuniti in un’assemblea spontanea. Non sono mancati momenti di tensione. Nel pomeriggio i sindacati hanno avuto un lungo incontro con l’azienda, che tuttavia ha mantenuto la posizione confermando che la quattordicesima sarà pagata solo per un terzo, in pratica per la parte maturata dal momento del concordato in poi. «Il pregresso non possiamo pagarlo, anche se i lavoratori l’hanno maturato», hanno spiegato Castelnuovo e Tolone. Ad accrescere la rabbia dei dipendenti di Aamps anche il fatto che la comunicazione di Tolone sia arrivata quasi per caso. «Questo episodio dimostra l’incapacità di questi amministratori nel gestire la situazione - va giù duro Pietro Panciatici, membro Rsu Cgil -. Il cda sta dimostrando di non avere le corde per gestire una fase di complessità come questa. Le modalità con cui siamo venuti a conoscenza che la quattordicesima sarebbe stata ridotta di due terzi ci lasciano preoccupati sul piano industriale. Il preambolo del percorso concordatario è stato la condivisione delle linee con i sindacati e i lavoratori, ma per ora di condivisione non se ne vede». Dall’assemblea è emersa la volontà dei lavoratori di tornare ad intraprendere la lotta che ha caratterizzato i mesi passati. Spiega Giovanni Golino, segretario Cgil: «Non è per i soldi che mancheranno in busta paga, ma per il fatto che si apre un precedente importante: Aamps non paga una parte di salario. E' la rottura di un principio: lo stipendio».
Ancor prima della notiziadel taglio della quattordicesima, l’atmosfera ieri mattina era tesa tra i lavoratori dopo l’anticipazione del Tirreno sul taglio di 13 milioni di costi deciso dal Comune: «Il nervosismo è nato dalle anticipazioni del giornale - continua Golino - in cui si parla di un ribaltamento dell'evasione di 13 milioni. 11 milioni sono già stati ribaltati in aumento della Tari, ora vogliono gli altri 13: ma sia che vengano ottenuti attraverso risparmi, dunque riduzione dei costi, sia attraverso un aumento della tariffa, sempre soldi dei livornesi sono. In entrambi i casi viene chiesto un sacrificio alla città. Ancora di più oggi pretendiamo che venga condiviso coi lavoratori il piano industriale. Abbiamo diritto di sapere dove saranno presi quei 13 milioni. Di certo non permetteremo che siano presi dai lavoratori o da dumping contrattuale negli appalti».
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