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Schiacciato da un carrello elevatore in porto, grave operaio
Livorno, l'incidente è avvenuto all'interno della ditta Sintermar dentro la Darsena. Il giovane è stato soccorso e trasportato da un'ambulanza della Svs in ospedale
LIVORNO. Grave incidente sul lavoro all'interno della zona portuale di Livorno, in via Leonardo Da Vinci. Un operaio di 45 anni (e non trentenne come scritto in precedenza), Mauro Montalbano, mentre era al lavoro dentro al teminal container dell'azienda Sintermar, società che si occupa di movimentazioni merci e servizi marittimi, è rimasto schiacciato tra due carrelli elevatori durante le operazioni di carico e scarico di alcuni container di una nave .
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L'incidente è avvenuto intorno alle 14 di mercoledì 8 giugno. Subito sono scattati i socccorsi. Un'ambulanza della Svs è arrivata poco dopo all'interno del piazzale. Secondo un prima diagnosi, l'operaio avrebbe subito uno schiacciamento toracico e diverse fratture alle costole. Il quarantacinquenne è stato immediatamente trasportato all'ospedale di Livorno. Le sue condizioni sono gravi ma l'operaio è sempre rimasto cosciente e non è in pericolo di vita. Adesso sarà necessario ricostruire la dinamica dell'incidente per verificare le eventuali responsabilità.
In merito all’incidente, la Federazione livornese di Rifondazione Comunista "esprime innanzitutto gli auguri di pronta guarigione a Mauro Montalbano. Rimarchiamo come il porto stia diventando un’ambito di lavoro dove i livelli di sicurezza sono spesso bassi, tanto da aver provocato in questi anni anche incidenti mortali. Certo incidono su queste dinamiche gli allentamenti sulla questione delle regole che, come abbiamo denunciato più volte, ricadono sui lavoratori sia sul piano sociale che dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per fermare questa spirale bisogna che il lavoro ed i lavoratori tornino ad avere un ruolo e una funzione centrale nelle attività lavorative, in particolare nel nostro porto".
Sull'incidente in porto interviene anche Sinistra Italiana Livorno, sottolineando che "il nostro porto è divenuto un sito di lavoro dove la parola produttività sovrasta il termine sicurezza". E aggiunge: "Registriamo lo sforzo delle istituzioni preposte a vigilare ma spesso non si valuta fino in fondo i fattori di maggior rischio come l'eccessivo uso di straordinari e del non riposo fra un turno e l'altro". La formazione di sinistra ribadisce che "è il momento che le regole e la qualità del lavoro siano elementi prioritari per lo sviluppo futuro nel nostro porto perché la frenesia del lavoro in nome della produttività porta solo a sviluppare situazioni pericolose per la vita e la salute dei lavoratori".
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