Gioco
«Stop alla Venezia blindata spegnete quelle telecamere»
Commercianti all’attacco: «I varchi sono macchine mangiasoldi contro i cittadini Nogarin aveva promesso una soluzione, da mesi aspettiamo una telefonata»
LIVORNO. «La Ztl in Venezia è una macchina mangiasoldi che tartassa i cittadini e sta danneggiando gravemente i locali del quartiere. Così non va: è necessaria una sospensione immediata della chiusura notturna e poi la ricerca di una soluzione condivisa tra Comune, commercianti e residenti. A quel punto non avremmo nessun problema a dire subito sì alla riattivazione delle telecamere, ma con un’altra formula che non penalizzi nessuno». Le parole di Massimiliano Sodano, titolare del ristorante Qb e presidente dell’associazione che riunisce gli esercenti della Venezia, raccontano bene l’aria che si respira tra i proprietari dei locali disseminati lungo i canali. Dove il fatturato è calato notevolmente da quando sono stati aperti i varchi al punto che tre locali hanno già licenziato alcuni dei loro dipendenti.
L’OK DEL SINDACO, POI IL SILENZIO. I commercianti dicono di essere in attesa di una telefonata dal sindaco Nogarin. «Nei mesi scorsi, da quando aveva preso la delega al traffico dopo l’uscita di Gordiani, l’abbiamo incontrato tre volte - racconta Sodano -, non gli abbiamo chiesto di spegnere le telecamere, ma di modificare gli orari, di migliorare la segnaletica per i parcheggi, di mettere un semaforo rosso ai varchi in modo che gli automobilisti non fossero tratti in inganno da quel messaggio “varco attivo”. Avevamo chiesto anche di avere un permesso temporaneo per ogni locale, per fare carico e scarico urgente, magari a pagamento. Ci aveva detto ok su tutti i fronti, che avrebbe risolto i problemi in una decina di giorni. E invece sono passati mesi, ma non è successo niente».
PARCHEGGIO AI MACELLI E VIA COL RISCIÒ (O SUL TRENINO). Soprattutto i commercianti sostengono di aver presentato al sindaco un loro vecchio progetto, già proposto - senza successo - all’amministrazione Cosimi. «Abbiamo chiesto di utilizzare come parcheggi i piazzali interni ai vecchi Macelli, dietro al Rivellino - continua Sodano -. Ci saremmo fatti carico noi di organizzare delle navette, magari con dei risciò o un trenino elettrico verso il quartiere. Nogarin ci ha detto che l’idea era geniale. Ma non l’abbiamo più sentito. E intanto il parcheggio Azzini è sparito (Porto 2000 l’ha destinato ai passeggeri del porto) e quello del Mercatino americano con l’estate diventerà posteggio per chi prende il traghetto senza imbarcare l’auto. Il risultato è che arrivare in Venezia è sempre più difficile».
1600 FIRME IN 20 GIORNI. I commercianti hanno dunque organizzato una raccolta di firme tra clienti e residenti. E ne hanno messe insieme 1600 in venti giorni. «Ci siamo fermati perché ci sembra un risultato significativo - continua il titolare di Qb -. Vorrei sottolineare che tra questi 1600 firmatari ci sono anche numerosi residenti. E’ un aspetto importante, non deve esserci contrasto tra chi lavora e chi vive nella Venezia». Nei giorni scorsi le 1600 firme sono state protocollate in Comune, all’ufficio del presidente del consiglio comunale Esposito. «Anche lui ci ha detto che ci avrebbe ricontattati a inizio giugno, ma una settimana è passata e stiamo ancora aspettando», continua Sodano.
«UN QUARTIERE ABBANDONATO». Ma cosa chiedono all’amministrazione i commercianti con queste firme? «L’interruzione immediata ma momentanea della Ztl e la possibilità di sedersi a un tavolo coi residenti e cercare una soluzione migliore - spiega il presidente del centro commerciale naturale della Venezia -. A quel tavolo vorremmo poter riaprire il nostro progetto d'ambito per valorizzare il quartiere. Quest’anno il tema di Effetto Venezia sarà il decoro urbano. Ma paradossalmente questo quartiere è abbandonato, guardate il ponte lasciato a metà in piazza del Luogo Pio, la trave davanti alla Svolta. Ultimamente la situazione del decoro è molto peggiorata col taglio dei giri della raccolta porta a porta. La nuova tabella non funziona, le strade la mattina sono invase di rifiuti. Abbiamo già incontrato Aamps, Morini, il Comune per trovare una formula che migliori la situazione. E’ il centro storico di Livorno e noi, come commercianti, ci siamo messi a disposizione dando disponibilità anche ad investire. Ma purtroppo niente si muove».
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