Toscana
Conad aperto a metà e sciopero di due ore «Falsità sulla Gori»
L’Usb nega precedenti contestazioni alla commessa licenziata ma il titolare non commenta e conferma il provvedimento
LIVORNO. Una saracinesca alzata, l’altra ancora abbassata. Dentro, nonostante l’invito al boicottaggio dei manifestanti di sabato scorso, le solite file alle due casse. Fuori, invece, ancora un paio di striscioni appesi. È ripartito così il punto vendita Conad di via Baroni, in zona stazione, dopo il licenziamento di Daniela Gori per un panino non pagato e le conseguenti proteste delle colleghe. Ma è ripartito anche con altri scioperi, due ore al giorno (una all’inizio e una alla fine di ogni giornata lavorativa) fino a venerdì. Poi, sabato, ci sarà un’altra manifestazione, sulla stessa lunghezza d’onda della prima. Ma intanto il negozio ha riaperto tra la grande curiosità dei clienti, che negli ultimi due giorni (ieri e domenica mattina) si sono fermati anche solo per chiedere spiegazioni su quanto successo ed eventuali sviluppi sul caso della Gori. Una bottega di quartiere più che un vero e proprio supermercato, insomma, visto il clima familiare e amichevole che si respira tra gli scaffali e le casse.
LE DUE VERSIONI. Il proprietario del punto vendita, Guido Startari, anche ieri ha deciso di non intervenire su questa vicenda e di non entrare nei dettagli. Nessun commento, nessuna spiegazione. L’unica replica alla Gori resta quella del responsabile d’area del gruppo Conad del Tirreno, Massimo Ciucchi, che aveva parlato di «precedenti contestazioni alla commessa, licenziata per questo motivo e non per un semplice panino». E su questi presunti provvedimenti disciplinari è intervenuto l'Usb, il sindacato della dipendente e di tutte le sue colleghe, con un comunicato: «Auspichiamo una marcia indietro da parte dell’azienda - si legge nella nota ufficiale - anche se purtroppo alcune dichiarazioni arrivate dal gruppo Conad non aiutano a ricomporre la situazione, dato che un suo dirigente ha detto che Daniela aveva già ricevuto in passato dei provvedimenti disciplinari. Nella lettera di licenziamento non si fa riferimento a casi precedenti, cosa che invece viene sempre scritta quando uno dei motivi del licenziamento è la recidiva. Siamo davanti a una falsità che mira a screditare la lavoratrice, l'unica verità è che Daniela è stata licenziata per un malinteso su un panino del valore di poco più di un euro. E tutto questo, per noi come per le sue colleghe, è inaccettabile».
E ORA? Intanto i legali della Gori, che nelle ultime ore ha ricevuto solidarietà da ogni angolo della città, stanno valutando la strada migliore da prendere nei prossimi giorni. Due le ipotesi in ballo, praticamente una opposta all’altra: la prima riguarda un tentativo di conciliazione con i vertici dell'azienda, la seconda porta invece all’impugnazione del licenziamento. La priorità per la Gori - come sottolineato pure sabato scorso durante la manifestazione, portata avanti grazie anche al contributo del Coordinamento lavoratori lavoratrici livornesi - è comunque il reintegro immediato, magari in un altro punto vendita del gruppo Conad per evitare problemi e tensioni. Problemi e tensioni che, secondo le lavoratrici, ci sono da un paio di anni, esattamente dall’arrivo di Startari in via Baroni. «Un ripensamento da parte del gruppo Conad - la chiusura dell’Usb, l’Unione sindacale di base - sarebbe importante non solo per la lavoratrice, ma anche per l’immagine dell’azienda stessa e per la clientela».
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