Il Tirreno

Livorno

Remo in lutto, addio a Giampiero Biscottino: un mito della “scia”

Giampiero Biscottino aveva 81 anni
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Giampiero Biscottino aveva 81 anni

Livorno, si è spento a 81 anni. I funerali saranno celebrati lunedì 6 giugno alle 9 alla camera mortuaria dell’ospedale, prima del trasporto ai Lupi

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LIVORNO. Per il mondo remiero livornese è stato un’istituzione: ieri mattina, a 81 anni, se n’è andato Giampiero Biscottino, un mito della storica “scia”. Chi era Giampiero lo raccontano la parole di Otello Chelli. «Mi ha addolorato molto - scrive - sapere che il mio amico "Biscottino" se n'è andato in silenzio alla vigilia della coppa Risi'atori che dà inizio alla vera stagione remiera. Ha vinto otto medaglie d'oro e quattro d'argento nella "scia", le prime due col mio Venezia. Ma ci eravamo conosciuti meglio negli anni successivi...».

«Giampiero, per tutti semplicemente Biscottino, lo avevo conosciuto bene quando bazzicavo il Moletto d'Ardenza e dintorni con mio cugino Mario, capo bagnino dei Lido e uomo di fiducia di Enrico Ganni -racconta ancora Chelli -. Uomo tranquillo e parco di parole, lo incontravamo mentre sulla spiaggetta vicina ai Tre Ponti lo vedevi intrecciare i fili della rete riparando i buchi provocati nel corso della pesca».

«Le vittorie nella scia - ricorda Otello Chelli - non gli avevano montato la testa, lui, come suo padre, il primo Biscottino, ambedue nati al Cerretini, era un uomo che aveva intrecciato la sua vita col mare, in una simbiosi che non ha mai mostrato una pur minima smagliatura. Di poche parole, salutava mio cugino con un "Ciao, Mario" e continuava il suo lavoro. Gli diventai familiare tacendo, mentre lo guardavo intrecciare la rete e un giorno, parlando della scia, mi disse che quando passava davanti alla Terrazza, di fronte alla folla, sentir gridare il suo nome e le urla d'incoraggiamento, lo galvanizzavano e lui, quando iniziava la gara, ci metteva l'anima per vincere. Quando suo padre andò ad abitare a Shangai, dove vivevo e ero un dirigente della sezione del Pci, qualche volta c'incontravamo e si beveva insieme un caffè "ar bar di Silvio", ma le chiacchiere erano poche e quelle che ci scambiavamo erano sempre sul mare, sulla sua passione per la pesca e un giorno mi confessò che seppure pescasse con la rete, coi palamiti e con un'altra valanga di tipologie, amava particolarmente la pesca "ar frignolo". Quel remare calmo, sotto le stelle, con la lampara che mostrava il fondo marino e attirava i pesci da infilzare con mossa fulminea e il silenzio che lo circondavano, era per lui una perfetta unione con quel mare che profondamente amava».

«Se fosse nato a Cuba - lo saluta - avrebbe potuto essere stato lui ad ispirare Ernest Hemingway per il suo grande romanzo "Il vecchio e il mare"». Giampiero lascia figlia e nipoti. I funerali saranno celebrati lunedì 6 giugno alle 9 alla camera mortuaria dell’ospedale, prima del trasporto ai Lupi.

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di Redazione web