Il Tirreno

Livorno

Riaperto dopo un anno il bar della stazione

di Juna Goti

I locali erano stati sgomberati a luglio lasciando un buco nero in piazza Dante Dopo la ristrutturazione, in una parte del fondo è stato inaugurato il Briccocafè

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LIVORNO. Dopo quasi un anno, al bar della stazione si sono riaccese le luci. Porte aperte, bancone nuovo, pizza e paste. Manca ancora l’insegna esterna, ma la saracinesca è alzata. Così, un po’ a sopresa, ieri mattina il bar che si affaccia su piazza Dante e sui binari della stazione centrale è stato riaperto.

Per la verità il gruppo Legardère, che ha preso in gestione gli storici spazi di Cento Stazioni, qualche settimana fa aveva annunciato una possibile riapertura della struttura tra il 20 maggio e inizio giugno. I lavori in corso avevano fatto pensare a uno slittamento. Ieri, invece, senza troppi annunci, le porte sono state riaperte al pubblico. Con qualche cambiamento.

«Abbiamo fatto un grosso investimento, un lavoro di recupero importante coinvolgendo la Soprintendenza, e rispettato i tempi grazie all’impegno di tutti», dice Christian Di Rito, dell’area manager.

La formula scelta è quella dei BriccoCafè, più usata dal gruppo per i punti vendita che gestisce nelle stazioni. In Toscana ce ne sono altri due sull’Autostrada all’altezza di Badia e di Peretola.

I locali sono stati completamente rinnovati e gli spazi sono stati ridotti rispetto al precedente bar-buffet. I nuovi gestori hanno infatti scelto di lasciare chiusa la seconda sala, quella che in passato era riservata al buffet. Valuteranno in seguito se ampliare i locali o fare scelte diverse in base alla risposta che daranno i clienti dopo questa prima riapertura.

«Siamo ripartiti con il bancone della pizza, la caffetteria e la parte pasticceria, e per questa abbiamo deciso di rifornirci da un produttore locale, come è nella nostra filosofia», riprende il manager. «Anche il personale - aggiunge - è del territorio: in tutto nove addetti più il responsabile».

Un capitolo che da una parte fa sorridere i nuovi addetti ma dall’altra rappresenta una nota dolente per gli ex dipendenti del bar-buffet, visto che dopo una serie di colloqui solo due di questi sono stati riassunti. Stando a quanto riferito, i contratti per ora sono a tempo determinato. «Ci auguriamo - conclude il manager - non solo di poter tenere tutti i dipendenti, ma di poterne assumere altri».

Certo è che da ieri il bar ha riaperto le porte (l’attività dovrebbe andare avanti dalle 5 del mattino alle 20.30). Lo ha fatto a ridosso della stagione estiva, quando di solito cresce il numero di turisti, soprattutto croceristi, che raggiungono i binari. E che rischiavano di trovarsi di nuovo a vagare tra le saracinesche abbassate e i fondi vuoti (come se ne vedono ancora tra il bar e la biglietteria). Quando nel luglio scorso i locali gestiti dalla precedente società sono stati definitivamente sgomberati tra le proteste, le stesse istituzioni, a cominciare dalla Regione, hanno caldeggiato la riapertura del punto ristoro. Per tentare di non perdere ancora posti di lavoro, ma anche come antidoto contro il degrado, in un’area già delicata come quella della stazione e di piazza Dante.

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