Sicurezza
Furto di api, ritrovate con il satellite
Da un’azienda agricola del Gabbro ne spariscono ben 700mila: recuperate a Castell’Anselmo
LIVORNO. Sono sparite nel nulla da un giorno all’altro, senza che nessuno se ne accorgesse e senza lasciare traccia. Ma i ladri di api non hanno fatto i conti con la tecnologia che gli apicoltori hanno deciso di opporre al dilagare dei furti. Dodici arnie, per un totale di 700mila esemplari, sono state ritrovate in un baleno grazie all’antifurto satellitare. È stato così possibile localizzare velocemente i “dolcissimi” insetti e la refurtiva: per la precisione, dieci arnie, due cassetti portasciami e tutti gli insetti, che si trovavano alle pendici delle colline che circondano Castell’Anselmo. Non troppo lontano dal luogo dove qualche giorno prima era andato in scena il colpo, al Gabbro. In tutto, quelle api, dai calcoli degli esperti, avrebbero fruttato circa tre quintali di miele, per un valore di 3600 euro. Un recupero reso possibile anche grazie all’intervento immediato dei carabinieri, che ora stanno indagando per rintracciare i responsabili.
Il furto è stato scoperto lunedì scorso da Anna Brandazza, titolare dell’azienda agricola presa di mira, che si chiama “Sant’Antonio”. È lei stessa a raccontarlo. «Lunedì sono andata in azienda per vedere come procedeva il lavoro nelle arnie e mi sono resa conto che erano sparite. Allora ho subito attivato il rintraccio attraverso il satellitare e il monitor mi ha indicato il punto esatto dove si trovavano. A quel punto, ho chiamato i carabinieri e insieme ci siamo recati sulla collina in questione, a Castell’Anselmo, dove ho potuto recuperare l’intera refurtiva». All’appello mancava solo qualche ape che, nel corso del trasloco forzato, si era persa per strada. «Io sono contentissima del ritrovamento - dice Brandazza - e soddisfatta di aver installato nelle arnie l’allarme satellitare che si è rivelato prezioso».
Un accorgimento, quello dell’antifurto tecnologico, che molti apicoltori hanno adottato dopo il proliferare di colpi, due estati fa, tra la Lucchesia e Pisa, da parte della cosiddetta banda del miele. All’epoca ci fu una vera e propria escalation di manomissioni di arnie, ma anche oggi la situazione non è tranquilla e c’è stata una nuova - per ora piccola - ondata. L’allarme lo lancia il presidente nazionale degli apicoltori, Sergio D’Agostino, che gestisce un’azienda a Cascina: «Due estati fa tra Lucca e Pisa i malviventi portarono via qualcosa come un milione di euro di roba, per un totale di 300 alveari rubati, senza contare i danni per lo stress a cui, così facendo, avevano sottoposto le stesse api. Io credo che denunciare fatti del genere sia doveroso: non bisogna aver paura. È per questo che con forza dico “no” al silenzio delle vittime dei furti, specialmente in questa fase in cui i colpi stanno accadendo, con frequenza in aumento, anche nella zona di Livorno. E voglio ringraziare i carabinieri per la velocità e l’efficienza con cui hanno agito».
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