Il Tirreno

Livorno

Boom dei traffici, banchine da serie A

di Mauro Zucchelli
Boom dei traffici, banchine da serie A

Container sempre in aumento: +16,9% nel primo trimestre 2016 rispetto a un anno fa. Segni più per tutte le altre attività

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LIVORNO. Con un genovese (Aldo Spinelli) il calcio che aveva annusato l'aria della massima serie è tornato nell'inferno dei campionati minori, con un genovese (Giuliano Gallanti) il porto mette ora in fila sul fronte dei traffici una sventagliata di numeri che valgono la serie A delle banchine. Sia pure di un soffio, il record del 2008 in fatto di container era già stato battuto con il dato complessivo del 2015 ma se dovesse confermarsi l'attuale trend di crescita che sfiora i 17 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima, a fine anno ci ritroveremo non sopra gli 800mila teu come dice prudente Gallanti bensì ben al di sopra di quota 900mila.

E' già difficile da credere, anche se si tratta di un traguardo in linea con quanto ci si era prefissi al momento del decollo del polo container in Darsena Toscana. Eppure sembra fantascienza se raffrontiamo queste cifre con quelle di fine 2014 che non arrivavano neanche a quota 580mila: Gallanti era già in sella da tre anni e grosse nubi aleggiavano sul Prg portuale nel braccio di ferro con Palazzo Civico, quando il governatore Enrico Rossi gioca la carta della disperazione annunciando in finanziaria l'impegno (poi accresciuto) di 180 milioni di euro per far uscire dalle secche il progetto della Darsena Europa. E' stato questo, prima ancora di concretizzarsi in un solo metro di nuove banchine, a fare da traino a una nuova stagione della portualità livornese: non una benevola concessione ma l'idea conclamata che la crisi choc stava facendo di Livorno la palla al piede di tutta la Toscana.

Beninteso, non mancano i motivi di fragilità. ad esempio, il sindacato si è lamentato spesso del fatto che la crescita dei traffici non ha avuto riflessi positivi sull'occupazione. Non solo: quanto al boom dei traffici nel settore container, va specificato che in quasi un terzo dei casi stiamo parlando di trasbordi, cioè di movimentazioni che non riguardano l'import-export di merci che arrivano sulle banchine dall'entroterra o all'entroterra sono destinate. Si tratta dell'utilizzo della banchina come appoggio nelle strategie distributive delle compagnie: il container viene sbarcato da una nave per essere reimbarcato su un'altra. Quest'aspetto ha avuto una impennata formidabile (più 45,9%). Se lo togliamo dai conti, il boom dei contenitori nel primo trimestre si dimezza: anzi, qualcosa di più se è vero che il saldo positivo scende dal 16,9% al 7,3%). E questo la dice lunga...

L'Authority comunque ci prende gusto e snocciola una sfilza di cifre: quanto sembrano lontani i tempi in cui le cifre sull'andamento dei traffici uscivano da Palazzo Rosciano con il contagocce (e certo non per problemi riguardanti l'efficiente ufficio statistico...). Adesso l'Authority fa la ruota del pavone con questi numeri, e ne ha ben motivo visto che le statistiche da Capodanno a fine marzo mostrano il segno più "davanti a tutti gli indicatori di traffico".

Nella fattispecie: oltre ai 17 punti nel settore container, stiamo parlando dell'incremento del 10% in fatto di "autostrade del mare", del 17% per i prodotti forestali, del 26,6% per le auto nuove. Tradotto: più 6,6% nella movimentazione complessiva di merce in porto.

"I dragaggi completati, una migliore infrastrutturazione dello scalo esistente e una raggiunta migliore efficienza nella gestione del traffico in entrata e in uscita dal nostro porto - dice il commissario dell'Authority Giuliano Gallanti - ci hanno consentito di raggiungere risultati che fino a due anni fa avremmo considerato difficilmente conseguibili".

L'unico segno "meno" arriva dal settore rinfuse solide: quasi 10mila tonnellate in meno rispetto alle quasi 249mila del periodo gennaio-marzo dello scorso anno. Colpa, ad esempio, della "situazione di crisi che stanno ancora attraversando alcune aziende del settore, come la Grandi Molini", segnalano da Palazzo Rosciano. Ma con una sottolineatura: il calo degli sbarchi (di materiali tradizionali) arriva a sfiorare il 29%, nel frattempo emergono traffici nuovi come il cippato destinato a centrali a biomasse (più 144%).

Da segnalare anche che sembra alle spalle il periodo grigio del settore ro-ro, cioè camion e trailer spediti via mare: benché si sia nel bel mezzo di una guerra fra i big Grimaldi e Onorato, sono passati dalle banchine livornesi oltre 91mila mezzi con una crfescita che torna finalmente in doppia cifra.

Infine, un'occhiata all'andamento dei passeggeri mentre siamo in mezzo al guado della privatizzazione della Porto 2000: tra gennaio e marzo sono aumentati del 15,8% i turisti arrivati in nave da crociera e del 29,1% i passeggeri dei traghetti.

Dipende almeno in parte "dai nuovi servizi di linea ro/pax attivati sia nel 2015 (Livorno-Palermo da settembre) sia nel 2016 (Livorno-Olbia da gennaio) che hanno arricchito e migliorato l'offerta dei collegamenti di linea dello scalo".

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