Gioco
«Uniamoci per Livorno» 250 al corteo pro-lavoro
Quasi tutte le opposizioni all’iniziativa organizzata dal comitato lavoratori Aamps «Svegliamoci dal torpore e riprendiamoci la città, qui servono piani di sviluppo»
LIVORNO. “Lavoro è dignità”, diceva uno degli striscioni. E ancora: “Livorno unita rinascerà”. Circa 250 persone ieri hanno preso parte alla manifestazione cittadina partita da piazza Magenta “per il lavoro e per Livorno”. A organizzarla è stato il comitato lavoratori Aamps, coinvolgendo le “forze politiche, le associazioni e i comitati presenti sul territorio che hanno a cuore la tutela di Livorno”. Questo almeno recitava il volantino di presentazione.
Un volantino-manifesto con operai in stile Lego e lo slogan "Basta giocare con la vita delle persone: i lavoratori non sono giocattoli". Al centro dell'iniziativa, per la verità, non c’è stato solo il lavoro, ma l’ambiziosa intenzione di "denunciare l'innalzamento delle tasse e l'inefficienza nel contrastare l'inciviltà", "promuovere servizi pubblici più efficienti", "combattere il degrado dei quartieri"...
Il corteo è partito alle 17 da piazza Magenta, con in testa lo striscione del comitato. La volontà è stata di non esibire bandiere di sindacati o partiti, anche se in cima si sono visti i rappresentanti di quasi tutte le forze di opposizione rappresentate in consiglio: gli ex grillini di Livorno Libera e di Livorno bene Comune, Pd (dai consiglieri comunali al segretario), Forza Italia, Città Diversa. Nessuno del gruppo M5S. In piazza Magenta si è visto in bici il consigliere Bruciati, ma va detto che da Bl non sono arrivate adesioni formali. Presenti associazioni come “Oltre”. I manifestanti - circa 250 secondo la questura - hanno attraversato piazza Cavour, via Cairoli, via Grande, piazza della Repubblica e di nuovo via Grande, per poi fermarsi sotto al municipio. Al megafono frasi come: “Siamo qui per denunciare la crisi delle famiglie che stanno perdendo il lavoro e la casa”, “aiutare i giovani a costruirsi un futuro”, “denunciare l'assenza di piani di sviluppo”. Poi: “riappropriamoci della città”, “svegliamoci dal torpore”, “vogliamo essere governati, non presi in giro”, “uniamoci per far risorgere Livorno”.
Sulla scalinata del Comune sono saliti il presidente e la vice del comitato, Iuri Cantini e Catia Mazzanti: «Vogliamo far capire a chi ci governa che Livorno c’è e ha bisogno di progetti concreti. È il primo di una serie di incontri, speriamo di ritrovarci più uniti e numerosi». «Siamo un comitato di poche persone, nato da poco - hanno poi sottolineato a margine - aver portato in piazza 200-300 persone è già importante. E al di là dei numeri, siamo riusciti nell’intento di unire in modo traversale, anche gran parte delle opposizioni».
(j.g.)
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