Gioco
Un nuovo pronto soccorso con 20 box per i pazienti
Entro la fine dell’anno saranno eseguiti i lavori per la nuova organizzazione Il primario Bertini: «Sarà il medico a recarsi dai pazienti e non viceversa»
LIVORNO. Rivoluzione in pronto soccorso. Un cambio di prospettiva in cui al centro verrà messo, ancora più di prima, il paziente e le sue esigenze. Tanto per cominciare, basta con barelle “parcheggiate” nei corridoi o in giro nel salone unico, dietro il triage, dove tutti vedono e sentono le doglianze altrui, senza séparé, e quindi rinunciando alla privacy. E basta anche con la fila fuori dalla stanza del medico, con un susseguirsi a volte caotico di cittadini e di personale. Tra qualche tempo - si parla già da fine anno - assisteremo a una ristrutturazione e a una riorganizzazione del lavoro in pronto soccorso, con la creazione di 18-20 box destinati ai pazienti. Si tratta di postazioni riservate, delimitate da tende e strutture mobili, ciascuna delle quali ospiterà un paziente alla volta, che in questo modo potrà stare da solo. Un modo per evitare che i vari malati “subiscano” le problematiche altrui, valorizzando invece la privacy, evitando che il singolo cittadino sia soggetto, oltre il necessario, al tipico via vai che si confà a un pronto soccorso.
E ci sarà anche un altro cambio di rotta: non saranno più i pazienti ad essere portati dagli infermieri sulla barella nello studio del medico, ma sarà quest’ultimo a spostarsi, da un box all’altro, in modo da evitare movimenti complessi e ingombranti, e così da favorire, pur nell’ emergenza, l’ordine, il rispetto e la tutela del malato.
L’idea è partita dal primario del pronto soccorso, Alessio Bertini, 53 anni nato a Fucecchio, ma livornese di adozione: vive da anni a Castiglioncello. Laureato dal 1992 in medicina e chirurgia, specializzato in medicina dello sport e interna, ed esperto di medicina d’urgenza, Bertini ha maturato una lunga esperienza al pronto soccorso di Cisanello a Pisa. E crede molto nelle potenzialità di Livorno. È per questo che, appoggiato dall’azienda sanitaria, lo specialista sta portando avanti le sue idee innovative per migliorare il rapporto con i cittadini e in generale le prestazioni. Tutti conosciamo i punti deboli del pronto soccorso: in primis le lunghe attese, che possono arrivare a interi pomeriggi, l’insofferenza che ne consegue e che a volte può sfociare in liti più o meno accese. Poi c’è la questione del personale, oberato di lavoro e spesso sotto pressione, sia per la mole di lavoro sia per la difficoltà a gestire i pazienti più... impazienti.
Ed ecco allora che la proposta di Bertini - avallata dalla direzione sanitaria - può rappresentare una soluzione o comunque un modo per alleviare i problemi. Lo spiega lo stesso primario: «Lo scopo è creare, laddove possibile, delle postazioni attrezzate, con ossigeno e prese elettriche - spiega Bertini - Ciò permetterà al medico di lavorare in modo diverso: invece che fisso in un posto si potrà spostare, così da andare incontro alle esigenze della gente. L’intenzione è quella di ridurre i movimenti e gli spostamenti delle barelle: sono piccoli accorgimenti, che però possono fare la differenza».
Per rendere il pronto soccorso più efficiente, ci sono state anche integrazioni di personale: come spiega Bertini, nell’ultimi mesi, i medici sono passati da 18 più un part time, a 22. E sono previsti anche nuovi ingressi tra gli infermieri. Attualmente sono 60, anche se, come spiega il primario, non tutti sono a tempo pieno. Ma la contrattazione è ancora in corso e si avranno notizie più precise nelle prossime settimane. Del resto il personale non è mai troppo quando gli accessi raggiungono le duecento persone al giorno. Numeri importanti, che certo non tenderanno a calare nei mesi estivi. «Siamo pronti a far fronte alla richiesta di cittadini e turisti», garantisce il primario.
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