Toscana
Consigliere comunale difende uno straniero picchiato in un locale
Livorno, Marco Bruciati di Buongiorno Livorno: c’erano venti persone che non hanno mosso né un dito né la lingua
LIVORNO. Un ragazzo nero aggredito, sbattuto a terra e preso a calci in «un locale nei pressi di piazza Grande». Con l'aggressore che se la prende anche con il giovane, l'unico a intervenire in tutto il locale, che si frappone fra lui e l'immigrato invitandolo a smettere. È l'episodio di ordinaria follia (e intolleranza razziale) denunciato sul proprio profilo Facebook da Marco Bruciati, consigliere comunale di Buongiorno Livorno, che dice di aver voluto raccontare la vicenda «come cittadino e, da amministratore pubblico, come consigliere comunale» per rivolgere un invito concreto ai livornesi: contro questi episodi e queste mentalità «rimbocchiamoci le maniche senza piangerci addosso».
Il consigliere buongiornista fotografa la situazione: Livorno, ore 13,45, piazza Grande. «Sto mangiando a un locale nei pressi di Piazza Grande. Uno di quei locali con i tavoli all'aperto con persone che passano continuamente. I tavoli sono tutti pieni. Vicino a me una coppia di ragazzi e due famiglie (madre, padre, figlio di circa 7 anni)».
Tutto accade quando arriva un ragazzo di colore che chiede agli avventori se vogliono comprare qualcosa passando di tavolo in tavolo. «Nel giro di pochi secondi lo vedo letteralmente volare a terra vicino all''ingresso del locale. Mi volto e vedo uno dei due padri di famiglia scagliarsi sul ragazzo a terra colpendolo ripetutamente con calci e urla». Bruciati racconta di essersi messo in mezzo fra i due dicendo al picchiatore di piantarla. L'aggressore, a questo punto, – sottolinea il consigliere – «inveisce contro di me minacciando una dose di botte pure per il sottoscritto».
A Bruciati non resta che girarsi ad aiutare il ragazzo a rialzarsi e a raccogliere la sua roba, nel frattempo era stata sparpagliata «sotto mezzo portico di via Grande». Nel frattempo, il picchiatore («un armadio pompato a dovere da palestra») non la smette di gridare perché gli immigrati «sono troppi» e lui vuole «ammazzarli tutti».
Bruciati e il ragazzo nero finiscono di raccogliere il materiale, intanto «il tizio si era rimesso a sedere, davanti alla figlia di 7 anni, rimasta basita per l'accaduto».
L’esponente di Buongiorno dice di aver voluto raccontare questa storia «non perché mi sia reso conto oggi di quanto il mondo sia stronzo e cattivo (un po' di pelo sullo stomaco nel corso del tempo, mio malgrado, me lo sono fatto)» ma perché, come spesso accade, la cosa più truce e triste di questa situazione è che «il fatto è avvenuto davanti ad almeno venti persone che per un motivo o per un altro non hanno mosso un dito o la lingua». Anzi, no: «uno ha detto al picchiatore: sì, hai ragione, sono troppi ma non ti conviene, poi ci rimetti te».
Bruciati usa il racconto perché «l'antifascismo e l'antirazzismo non sono concetti astratti da promuovere e celebrare solo nelle ricorrenze del calendario ma valori fondativi che devono muovere la vita civica quotidiana». E aggiunge: «Siamo in una fase storica in cui la solidarietà e le marce per la pace non bastano più, serve sporcarsi le mani con ciò che questa realtà ci mette davanti ogni giorno, senza paura e con la consapevolezza di essere sempre dalla parte giusta». Infine rincara: «Racconto questa storia non per descrivere un cahier des doleances in cui Livorno è diventata uno schifo ma per invitare tutti coloro che leggeranno queste parole a fare altrettanto nel caso in cui si trovino in situazioni simili».
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