Gioco
Dalla manutenzione al guasto, quattro ipotesi per l’incendio sul bus al Gabbro
Livorno, meno probabile l’atto dolo per spiegare l’incidente. Il sindacalista: Inutile avere il bilancio in ordine ma passeggeri in pericolo
LIVORNO. Omessa manutenzione, guasto tecnico, errore di progettazione, meno probabile un atto doloso. Sono queste le quattro ipotesi in campo per spiegare l’incidente avvenuto sabato 28 maggio a bordo del bus di linea della Compagnia Toscana Trasporti distrutto dalle fiamme a causa dell’incendio che si è propagato a bordo del mezzo mentre percorreva il centro abitato del Gabbro.
Ieri il nostro lettore Donatello Giusti ci ha inviato un video di poco più di trenta secondi girato pochi istanti dopo l’inizio del rogo nel quale si vede - come ricorda anche l’autista del bus nel pezzo a fianco - il fumo bianco uscire dalla parte posteriore del pullman e poco dopo le prime lingue di fuoco attaccare la lamiera.
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Un documento, questo, che potrebbe essere utile anche ai vigili del fuoco e all’azienda per capire le cause del guasto. Perché una cosa è certa: è necessario il prima possibile dare una spiegazione - come spiega un sindacalista che vuole restare anonimo - il motivo dell’incidente. «Non vogliamo mettere la croce addosso a nessuno - va avanti - ma è ovvio che quello che è successo non possa passare sotto silenzio».
Sì, perché in ballo c’è la sicurezza sia dei lavoratori della Ctt sia quella dei passeggeri. «Tutti - prosegue - siamo consapevoli che sabato tutto, al di là del rogo, è andato come meglio non poteva: l’autista è stata brava a bloccare il mezzo e scendere. E soprattutto il guasto si è verificato quando a bordo non c’erano studenti e in una zona dove le fiamme non hanno avuto modo di propagarsi ulteriormente. Fosse accaduto solo un chilometro prima, in mezzo al bosco, le conseguenze sarebbero state un punto interrogativo».
Oltre al fatto in sé, quello che è accaduto spinge a fare anche una valutazione politica rispetto all’azienda anche in vista del bando regionale e del futuro del trasporto pubblico.
«È inutile - si sfoga il sindacalista - avere il bilancio in ordine per poi verificare quanto i passeggeri siano scontenti del servizio, i mezzi siano insicuri e sporchi. Ecco perché servirebbe una riflessione seria per non cadere in una contraddizione, vale a dire passare da un circolo virtuoso a un circolo vizioso».
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