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Spaccio di droga in città, altri sei arresti nell'inchiesta della finanza
Livorno, si allarga la maxi indagine e sale a 13 il numero delle persone indagate nell'operazione
LIVORNO. Si allarga la maxi inchiesta sullo spaccio di droga in città condotta dalla guardia di finanza. All’indomani delle perquisizioni avvenute martedì 24 e mercoledì 25 maggio con l’arresto di due persone e l’iscrizione nel registro degli indagati di altre cinque, giovedì le fiamme gialle hanno eseguito altre sei misure cautelari in seguito ad altrettanti controlli duranti i quali sarebbe stato trovato un notevole quantitativo di droga. Una conferma al quadro indiziario costruito dagli investigatori soprattutto attraverso centinaia di intercettazioni telefoniche già finite agli atti.
«L’attività - spiega il comandante provinciale della guardia di Finanza Paolo Borrelli - è ancora in corso e dunque soltanto al termine di tutti gli accertamenti potremo dare il quadro complessivo dell’indagine. Ecco perché per adesso manteniamo il massimo riserbo».
In carcere ieri sono stati accompagnati in cinque, mentre per l’ultimo degli indagati il giudice per le indagini preliminari ha deciso per gli arresti domiciliari. Si tratta di Gabriele Ceccarini, 35 anni, unico nome livornese che compare in questa seconda tranche di misure cautelari.
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Nel carcere delle Sughere sono invece finiti Mohydine Khaboud, 45 anni, Redouan Amin, 27, Hamid Ouhal, 49, Lhoussain Zaidi, 32, e Said Zaidi, 23, tutti di origine marocchine. I reati che vengono contestatati sono quelli di detenzioni ai fini di spaccio, commessi tra il 13 novembre 2015 e il marzo di quest’anno.
Oggi i sei arrestati, difesi dagli avvocati Luciano Picchi, Barbara Luceri e Arianna Pannocchia, compariranno davanti al giudice per l’udienza di convalida.
I sei vanno ad aggiungersi agli altri sette indagati Meher Tebini, 29 anni, soprannominato “Nakka”, Houcine Ben Majed Tebini, 35, meglio conosciuto come “Fathi”, e Ahmed Tale, ribattezzato “Moncef” o “Banana”, Luca Genchi, 24 anni, e Gugliemo Genchi, 69, Angelo Baldi, 52 anni, e Simone Stoppa, 38.
Conoscendo i reati che vengono contestati ad ogni indagato (tredici in tutto ma il numero è destinato a salire), è possibile al momento fare solo una mappa dei reati e un identikit del sodalizio criminale che nell’ultimo anno avrebbe gestito buona parte del mercato della spaccio di droga al dettaglio in città.
Dalle indagini coordinate dal pubblico ministero Massimo Mannucci, infatti, sono emerse una serie di cessione di dosi di cocaina compiute tra la metà del 2015 e questa primavera. A portarle a termine un gruppo composto da italiani, marocchini e tunisini che tra loro in molti casi si conoscevano per legami di parentela, ma in altre ignoravano l’attività e il mercato altrui (a nessuno sarebbe contestato il reato di associazione per delinquere). Ora però non è da escludere che l’attività in corso sia destinata ad arrivare al livello superiore dello spaccio di droga.
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