Gioco
Catturò super boss che ispirò Gomorra premiato Testaì
Encomio solenne al dirigente della squadra mobile Nel 2013 ha preso il latitante ricercato per duplice omicidio
LIVORNO. La sua storia ha ispirato lo scrittore Roberto Saviano nella stesura del best seller “Gomorra” e ha dato il via all’omonima serie tv italiana, la più seguita di sempre (su Sky sta andando in onda la seconda stagione). C’è un pezzo di Livorno nell’operazione di contrasto alla faida che nel 2004 ha visto fronteggiarsi i clan degli scissionisti e i Di Lauro: uno dei latitanti coinvolti in quella guerra camorristica che ha incendiato Scampia, Angelo Marino, è stato arrestato nel 2013 dal “nostro” dirigente della squadra mobile, Giuseppe Testaì, 41 anni. L’investigatore ieri mattina, nel corso della 164esima festa della Polizia, è stato premiato proprio per quella indagine, da lui stesso portata a termine quando lavorava nella squadra mobile del capoluogo campano.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13544160:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/26/news/crescono-furti-in-casa-e-rapine-diminuiscono-i-colpi-nei-negozi-1.13544160]]
Era il 30 dicembre 2013 quando il latitante Angelo Marino è stato arrestato da Testaì, allora 38enne, e dal suo team a Castelvolturno (Caserta) con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e duplice omicidio. Un’indagine durata 6 mesi, portata avanti con sacrificio grazie a attività investigativa basata su ricerche e intuizioni: Marino, latitante dall’estate, era nella sua villa con la famiglia e fu sorpreso nel sonno. Ecco la motivazione del premio: “Con elevate capacità professionali, non comune determinazione operativa e acume investigativo, coordinava un’operazione di polizia giudiziaria culminata nell’arresto di un pericoloso latitante, autore di un duplice omicidio che aveva innescato un’escalation di violenza criminale”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
