Il Tirreno

Livorno

Nogarin: "Ato ha omesso il nostro atto" Ma il Comune non ha mai fatto la delibera

di Giulio Corsi
Il sindaco Nogarin durante la conferenza stampa con Giannarelli e Cantone (foto Repetti Pentafoto)
◗
Il sindaco Nogarin durante la conferenza stampa con Giannarelli e Cantone (foto Repetti Pentafoto)

Livorno, duro attacco del sindaco sull'entrata in RetiAmbiente e la cessione di Aamps: "L’ingerenza sul tribunale sarà un boomerang, si sono “dimenticati” di riportare anche l’ultima sentenza del Tar". 

8 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «C’è necessità di fare chiarezza su quello che è stato riportato in questi giorni. Ci sono informazioni assolutamente false. E' opportuno che siano chiarite», dice il sindaco Nogarin aprendo la conferenza stampa convocata in pompa magna in municipio con i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli ed Enrico Cantone.

All’ordine del giorno c’è l’anticipazione data sabato scorso dal Tirreno in merito alla lettera inviata dai dirigenti di Ato e Regione Toscana al commissario giudiziale di Aamps, con la quale il tribunale viene informato che è da tempo in atto un percorso per cui alla fine del 2016 l’azienda di via dell’Artigianato resterà uno scatolone vuoto visto che la legge regionale prevede che al suo posto, a Livorno, la raccolta rifiuti venga effettuata da RetiAmbiente (che ingloberebbe personale e mezzi di Aamps). La conseguenza è presto detta: il piano di concordato e il piano industriale in scrittura in queste settimane dal cda e dagli advisor, così come l’eventuale accordo con i creditori, così come tutto il concordato non solo diventerà inutile ma soprattutto non avrà gambe su cui poggiare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13516268:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/21/news/aamps-non-gestira-piu-il-servizio-rifiuti-1.13516268]]

Nogarin e i consiglieri regionali non ci stanno e rispondono: «Si dice che non ci sarà una prosecuzione di Aamps oltre dicembre 2016 nella gestione dei servizi ambientali. Questo è assolutamente falso, perché Aamps ha un contratto col Comune per la gestione dei rifiuti fino al 2030, è scritto nero su bianco. Chi sostiene il contrario sa di mentire e lo fa ad arte», dice il sindaco.

Non solo, aggiunge Giannarelli: «L’atto di Ato e Regione omette di citare la delibera della giunta M5s livornese dove si indica la volontà di mantenere in capo al Comune, dunque in house, la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, non riporta la sentenza del Tar toscano favorevole al Comune di Bagni di Lucca su istanza analoga, e soprattutto dimentica il voto del consiglio regionale toscano sugli atti di indirizzo della giunta Pd che certificano la volontà del partito democratico di creare per la Toscana un Ato unico per la gestione integrata di acqua e rifiuti».

Per questo, secondo i Cinque Stelle, quella lettera non solo è un’ingerenza politica verso il tribunale («irrispettosa, gli si ritorcerà contro come un boomerang», prevede Nogarin), ma è pure «un atto tecnico che distorce la realtà agli occhi del commissario».

Di fatto però le cose non stanno esattamente così.
1) Perché la delibera per l’uscita da RetiAmbiente, il Comune di Livorno non l’ha mai presentata né tantomeno approvata e proprio questo è stato uno dei motivi che lo scorso autunno ha creato la rottura dentro la maggioranza 5 Stelle con l’espulsione di tre consiglieri.
2) Perché la recente sentenza del Tar sul servizio rifiuti in house del Comune di Bagni di Lucca non afferma il diritto di un’amministrazione di rifiutare l’entrata in RetiAmbiente, ma parla di tutt’altro: è basata esclusivamente sul ritardo di un’impugnazione che Ato ha fatto verso la società che gestisce i rifiuti a Bagni. E nella stessa sentenza lo si dice chiaramente quando si legge che essa «non ha niente a che fare e non esplica alcuna efficacia sulle azioni nascenti dalla previsione dell'art. 198, 1° comma del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152», cioè la legge che prevede il conferimento in RetiAmbiente.
3) Il terzo punto contestato da Nogarin è quello del contratto fino al 2030 tra Comune ed Aamps: c’è una delibera della giunta-Cosimi (la 503/2012) in cui si dice che quel contratto perderà efficacia non appena RetiAmbiente sarà operativa. Delibera che l’amministrazione M5s mai ha annullato.

Tre obiezioni che Nogarin e Giannarelli - pur confermando la legittima volontà politica di non entrare in RetiAmbiente - non hanno smentito, ma hanno in qualche modo ammesso nella lunga chiacchierata coi giornalisti.

Sindaco Nogarin, lei sostiene che c’è un atto amministrativo del Comune con cui si afferma che Livorno non entrerà in RetiAmbiente.
«Esatto, è la delibera 225 del 23 dicembre 2014: lì si enuncia chiaramente quale è l'intenzione del Comune di Livorno. Lo si dice così chiaramente che l'Ato ha ricorso al Tar verso questa decisione. Stiamo aspettando la pronuncia».

Ce la fa vedere questa delibera?
«Ora non ce l’ho» (Giannarelli in seguito la tirerà fuori, ndr).

Sarebbe interessante leggerla per capire se la delibera 225 revoca la delibera 151 del 2011 con cui il consiglio comunale di Livorno stabiliva di partecipare alla costituzione di RetiAmbiente, di cui è tuttora socio, e di volervi successivamente conferire Aamps.
«No. La delibera del 2014 modifica gli intenti della 151».

Ma la modifica è esplicita? Si fa riferimento alla precedente delibera?
«Si dice chiaramente l'intento del Comune di non andare verso l'Ato e dunque in RetiAmbiente».

Ma perché non è mai stata fatta una delibera per uscire da RetiAmbiente e annullare la 151?
«Perché è stato fatto un percorso con gli altri comuni appartenenti all'Ato in cui abbiamo ipotizzato e dibattuto ampiamente, proprio nel contesto Ato, se era possibile l'affidamento in house pubblico per tutti quanti i comuni. L'abbiamo fatto come battaglia politica. Dal momento in cui questa battaglia non ha neanche avuto l'opportunità di essere dibattuta - perché l’assemblea dei sindaci non è più stata convocata nonostante i miei appelli al presidente Rossi - ad un certo momento si è smesso il dibattito».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13543729:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/26/news/bacci-se-perderemo-86-milioni-il-responsabile-e-nogarin-1.13543729]]

A quel punto potevate fare la delibera di uscita...
«Sarà fatta. Il percorso è iniziato con la contestazione che ci ha portato il 29 dicembre 2015 a fare una formale querela alla guardia di finanza, querela che probabilmente ha prodotto l'avviso di garanzia, ipotetico, al professor Frei (ma l’amministratore unico di RetiAmbiente, interpellato dal Tirreno, ha affermato di non aver ricevuto nessun avviso e di essere a conoscenza dell’esposto solo perché il Comune di Livorno lo annunciò in un’assemblea di RetiAmbiente il 28 dicembre 2015, ndr). A me come al solito viene chiesto di produrre buste, dettagli, ogni cosa, ma per il professor Frei non ci è dato sapere se ha o non ha l'avviso di garanzia inerente ad un settore su cui sta indagando la finanza».

Torniamo alla delibera che non avete mai fatto...
«La nostra battaglia - proprio perché la rivendichiamo sia a livello amministrativo che giuridico - dovevamo portarla avanti e per farlo l'abbiamo contestata in assemblea. Ora abbiamo l'opportunità, dopo aver formalizzato quella contestazione, di poter rivedere la 151 che però è già ampiamente superata dalla 225 del 2014».

Lei sa che la modifica della 151 avrebbe permesso di modificare anche un’altra delibera di giunta dell’amministrazione Cosimi: la 503 del 18 dicembre 2012. Lì si dice che l'affidamento del servizio rifiuti ad Aamps, nonostante il contratto fino al 2030 col Comune, durerà fino alla nascita di RetiAmbiente. E a quel momento decadrà...
«Sì, ma quella delibera vale solo nel momento in cui si mantiene la 151».

Che infatti ancora c'è…
«Sì, ancora c'è. C'è ma è superata dalla 225 che è qui - la sventola - e che esprime chiaramente l'intento rispetto alla volontà di non proseguire su RetiAmbiente».

Però la 225 non è una delibera di uscita, è d'accordo? E' un atto di indirizzo politico del consiglio. Non abroga la 151.
«Sì, è un atto di indirizzo».

E lei ci insegna che è ben diverso da una delibera che formalizza la decisione.
«Sì, sì, certo, mi rendo conto».

Sindaco, perché non tagliate la testa al toro e abolite la 151?
«Ci arriveremo. Non siamo abituati a fare le cose a caso, non ci facciamo dettare i tempi. Il traguardo è al Vigorelli».

In realtà ci risulta che il 13 luglio 2015 i suoi consiglieri - primo firmatario Mazzacca e poi Meschinelli, Esposito, Lenzi, Barbieri, Pecoretti e Grillotti - avevano presentato una proposta di delibera dal titolo “abrogazione delibera 151”. Quell’atto è arrivato agli uffici che però hanno detto che non si può fare, perché servirebbe una modifica prima degli atti approvati dall’Ato e poi dello statuto di RetiAmbiente. E' per questo che ancora l’abrogazione della 151 non è stata fatta?
«Diciamo che c'è un percorso. I tempi li dettiamo noi».

Qui però li hanno dettati gli uffici: vi hanno detto che non si può.
«Questo fa parte di un altro dibattito e riguarda quanto legittimamente la parte amministrativa può avere ingerenza sulle decisioni di tipo prettamente politico. E' un altro contesto. L'avevo sollevato in un'assemblea tumultuosa dell’Anci a Roma i cui contenuti poi sono stati distorti. Si parla del ruolo del Comune, che deve decidere. Sennò a cosa servono le elezioni?».

Beh, all’interno di RetiAmbiente e Ato il Comune di Livorno può far pesare la sua opinione...
«Purtroppo il Pd dimostra la sua antidemocraticità ogni volta che si trova a confrontarsi col Comune di Livorno. Ultimamente la politica della Regione è quella di imbavagliare Livorno. E' la tecnica per impedire che emergano visioni differenti. E' successo in Ato, con l'autorità idrica dove la presidenza era di Livorno e invece siamo stati esclusi, è successo sulla sanità dove il Comune più grande è stato completamente escluso dai dibattiti».

Non teme il rischio che ci sia un gran dispendio dei soldi pubblici dicendo no a RetiAmbiente? La lettera di Ato e Regione è stata scritta col parere dell’avvocatura regionale e lei dirà che il ciuco va dove vuole il padrone. Ma allo stesso tempo il no dei suoi uffici comunali, compresa l’avvocatura civica, non ha corrisposto alla volontà del “padrone” («si vede che il padrone è rimasto quello vecchio», commenta Giannarelli, ndr). Dunque l'avvocatura regionale dice una cosa, l'avvocatura civica di Livorno conferma. Allo stesso tempo la sentenza del Tar su Bagni di Lucca non è esattamente come la descrive lei e non dice che ogni comune può far quel che vuole e restare in house («Vero», commenta Giannarelli). E’ davvero sicuro che la strada sia giusta?

«Le rispondo con una provocazione: ma chi comanda in questo Comune? La parte politica o quella amministrativa?»

La parte politica può fare solo quello a cui la parte amministrativa dà il via libera tecnico. Altrimenti si va fuori dalla legge.
«Dunque vuole dire che rispondendo alle linee di mandato si va contro la legge?»

Dipende da cosa dicono le linee di mandato...
«Dicono che RetiAmbiente non fa parte del nostro indirizzo e non vogliamo andare in quella direzione. Coerentemente stiamo portando avanti questi indirizzi. Appena avrete modo di leggere il piano vi renderete conto perché noi siamo convinti. E a quel punto scaturiranno altre domande».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web