Il Tirreno

Livorno

contro la riforma del processo

Protestano gli avvocati tre giorni di stop per il tribunale penale

Protestano gli avvocati tre giorni di stop per il tribunale penale

LIVORNO. Da oggi fino a giovedì compreso si ferma il tribunale di via Falcone e Borsellino per l’astensione degli avvocati dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale. Tre giorni...

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LIVORNO. Da oggi fino a giovedì compreso si ferma il tribunale di via Falcone e Borsellino per l’astensione degli avvocati dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale.

Tre giorni di stop che - come spiega Marco Talini, presidente dell’Unione camere penali di Livorno - sono finalizzati alla tutela del processo e dei diritti dei cittadini, ora che giunge al termine il disegno governativo di riforma del procedimento penale.

«In un momento come questo l’avvocatura penale non può non far sentire la sua voce forte e responsabile denunciando ancora una volta i rischi di una riforma asistematica, condizionata da una perdurante campagna di disinformazione su quelli che sono i reali problemi del processo, e quelli che potrebbero essere i suoi rimedi», dice Talini.

E’ tutta l’avvocatura italiana che si muove «a sostegno dell’autonomia del legislatore, per ricordargli il suo vincolo ai valori della Costituzione, ed il legame indissolubile dei principi del contraddittorio, dell’immediatezza, del giusto processo e della ragionevole durata, con la libertà di tutti e con la vita della nostra stessa democrazia», come si legge nella delibera dell’Unione camere penali.

Il messaggio è alla politica, affinché «sfugga alla banalità dei luoghi comuni, alle letture demagogiche ed alle prospettazioni semplicistiche e tutte strumentali dei problemi del processo penale, affrontando il tema delle riforme con gli strumenti dell’analisi razionale e nel rispetto del modello dell’equo e giusto processo, aprendo alle prospettive di riforma ordinamentale volte alla realizzazione della terzietà del giudice, inderogabile condizione per la realizzazione di tale modello».

Nel mirino degli avvocati c’è un bel pezzo della riforma: se l’intenzione dichiarata è quella di rafforzare le garanzie difensive, Talini spiega che «accanto ad alcune apprezzabili modifiche, la riforma ha introdotto elementi fortemente distorsivi del modello accusatorio».

Uno su tutti: lo slogan “prescrizione più lunga e processi più brevi”: «E’ una contraddizione - dice Talini - più la prescrizione si allunga più i tempi dei processi saranno destinati ad allungarsi. Non solo, ma la prescrizione più lunga viola la presunzione di innocenza, il diritto alla vita degli imputati, e mostra un totale disprezzo dell’interesse della collettività a conoscere nei tempi più brevi se un imputato è colpevole o innocente».

C’è anche la questione intercettazioni: «L’attuale normativa - sottolinea Talini - risulta insufficiente a garantire la riservatezza delle comunicazioni di coloro che indirettamente vengano intercettati, nonché la distruzione delle intercettazioni irrilevanti ai fini della prova del reato. Le intercettazioni che non sono prova di reato non devono essere diffuse né pubblicate. Per questo ribadiamo la assoluta necessità di prevedere più efficaci strumenti che impediscano la violazione di tale diritto».

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