Il Tirreno

Livorno

Corallo, i volontari fanno il tris

di Enrico Paradisi
Corallo, i volontari fanno il tris

Per la terza volta al lavoro alle terme in vista della festa del 28 (col cavalcavia chiuso)

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LIVORNO. Le Terme liberate. Terza e ultima puntata, per ora, della mastodontica operazione di pulizia del parco delle Terme del Corallo, in attesa che il 28 maggio in una festa di luci, suoni e colori, con la contestuale pedonalizzazione per tre ore del cavalcavia ferroviario (per una volta utilizzato come affaccio privilegiato) sia riconsegnato alla città. Ieri mattina un altro centinaio di volontari, armati sotto le insegne delle due associazioni, Terme del Corallo Onlus e Reset, ha "aggredito" con la solita metodologia le zone che ancora rimanevano da ripulire: stavolta soprattuttO sul retro della sala da ballo e della sala ristorante. Con pale carriole e falciatrici hanno effettuato una potatura completa e spalato i rifiuti e i detriti accumulati da anni di incuria e degrado anche nella parte posteriore del corpo centrale della struttura, sulle rampe di accesso alla parte seminterrata, dove si facevano i fanghi e dove sono ancora conservate le vasche originarie.

«Siamo partiti per pulire la parte centrale e siamo arrivati a pulire tutto», spiega un raggiante Giuseppe Pera, presidente di Reset, nell'insolita mansione di Cicerone per un gruppo di cittadini, che si aggiravano curiosi tra i vialetti liberati dai rovi. «Ora stiamo lavorando per cercare di tenere aperto il giardino e ovviamente per manutenerlo – aggiunge – mentre stiamo pensando anche a mettere in cantiere una raccolta fondi per il recupero delle Terme».

Nel frattempo dalla potatura di un roveto un volontario recupera un nido con due piccoli merli implumi: immediata telefonata al centro Lipu e conseguente salvataggio anche dei due volatili.

In contemporanea al retro del padiglione principale la pulizia si è concentrata alle strutture che oggi si trovano inglobate nella frazione di parco già aperto al pubblico dal Comune qualche anno fa. Qui carriolate di spazzatura e cianfrusaglie varie sono state estratte a mano dal padiglione del pozzo della sorgente "Corallo", ricolmo com'era di rifiuti di ogni genere, poi si è passati all'attigua struttura della mescita, che conserva una sala con un ulteriore pozzo incredibilmente conservato.

«Gli sforzi fin qui prodotti hanno un obiettivo alla base, che è anche un primo step per il recupero del padiglione della mescita», dice Silvia Menicagli, presidente di Terme del Corallo Onlus, ringraziando tutti i volontari livornesi, il Comune e le imprese che hanno permesso di ottenere questo risultato. «La prossima data è il 28 maggio quando faremo una “celebrazione” di luci e suoni a conclusione di questo primo passo». Già si pensa all'obiettivo successivo con l'idea di far tornare a sgorgare almeno una delle cinque acque minerali di un tempo.

L'associazione di Menicagli si sta prendendo carico anche del progetto di rifacimento dell'aiuola centrale davanti alla fontana, come donazione ulteriore alla cittadinanza. Questi lavori sono seguiti dall'architetto Falchini (socio della onlus) che collabora per la parte progettuale del recupero insieme a due giovani colleghe e all'ing. Jacopo Sansonetti.

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