Il Tirreno

Livorno

Il vescovo lancia il comitato per la Cittadella della Carità

di Juna Goti

Dopo il pellegrinaggio a Montenero ha presentato il progetto a un gruppo di amici e sostenitori Si cercano fondi ma anche condivisone: «Diventi il sogno di tutti». Arrivato il permesso a costruire

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LIVORNO. Alla vigilia di Santa Giulia, e subito dopo il pellegrinaggio a Montenero, monsignor Simone Giusti ha lanciato il comitato per realizzare la nuova Cittadella della Carità in Corea. Ovvero il complesso che è stato progettato dalla diocesi nell’area del villaggio scolastico di don Nesi e che consentirà di ampliare tutti i servizi per i più poveri messi in campo dalla Caritas diocesana. Progetto che proprio due giorni fa - come riferisce La Settimana, il giornale della diocesi - ha ricevuto l’atteso permesso a costruire da parte degli uffici comunali.

Ieri mattina, subito dopo il pellegrinaggio, il vescovo e la guida della Caritas, suor Raffaella Spiezio, hanno incontrato «alcuni amici, sostenitori dei progetti promossi dalla diocesi», per costituire appunto un «comitato per la costruzione dell’opera giubilare della Cittadella della Carità».

Un incontro aperto a tutti, subito dopo la messa. Imprenditori noti, politici, alcuni fedeli molto attivi nella comunità livornese: a questo primo gruppo monsignor Simone Giusti ha presentato di nuovo il progetto di Corea. Nel segno del giubileo della misericordia di papa Francesco. «Un momento per fare squadra e unire le forze - è il messaggio lanciato poi attraverso La Settimana - perché il sogno di questo nuovo luogo di accoglienza, la cui spesa di realizzazione ammonta a più di un milione di euro, possa divenire il sogno di ciascuno».

Il vescovo aveva lanciato per la prima volta la cittadella di via La Pira a dicembre. L'operazione, almeno nella prima fase, potrà prendere forma grazie all'otto per mille e al sostegno della Fondazione Livorno e di alcuni privati. Ma è chiaro che di aiuti ne serviranno ancora molti. Il progetto porta la firma del geometra Stefano Caturegli: come mostra l'elaborato che pubblichiamo in alto, nell'area saranno utilizzati due blocchi prefabbricati in classe A: al piano terra sono previsti soprattutto locali di servizio (cucine, mensa, docce, guardaroba per chi ha più bisogno), al piano superiore anche alloggi con camere e bagni per far fronte al disagio abitativo. Con l’emergenza sociale che cresce, l’obiettivo è di ampliare i servizi che oggi sono offerti nei locali del Porto di Fraternità a Torretta, ormai saturi.

Il comitato servirà a mettere insieme le risorse necessarie per completare l’opera, con una sorta di crowdfunding. Ma non solo. «Nei locali di Torretta - ci ha ripetuto ieri suor Raffaella - non riusciamo più a rispondere alle persone che ci chiedono aiuto, che sono aumentate tantissimo. Vogliamo creare un comitato che si prenda a cuore questo sogno, perché divenga il sogno di tutti. Perché tutti siamo responsabili del bene comune. Sì, ci vorranno anche raccolte fondi, ma l’idea è soprattutto di rendere partecipi altri e altri ancora perché questo diventi il sogno della città. I locali di Corea non saranno solo uno spazio fisco, ma una risposta di speranza che la Chiesa vuole dare alla città. E che non vuole dare da sola: tutti si sentano partecipi e corresponsabili, in qualsiasi modo».

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