Il Tirreno

Livorno

Grillo: «Ingerenza del Pd sul tribunale fallimentare»

di Giulio Corsi
Il sindaco Nogarin e Beppe Grillo
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Il sindaco Nogarin e Beppe Grillo

Sul blog l’attacco a Regione e Ato per la lettera al commissario giudiziale Bellandi (Pd): «L’unica ingerenza è quella di Beppe su Nogarin, è il suo tutore»

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LIVORNO. «Vogliono fottere i livornesi: la Regione Toscana a guida Pd adesso entra a gamba tesa sulla questione Aamps. A pochi giorni dalla consegna del piano di concordato, con assoluto sprezzo dell'autonomia della magistratura e con l'evidente intento di fare pressione sulla vicenda della municipalizzata all'ambiente labronica che ha tolto il sonno a tutto il Pd». E ancora: «Il Pd vuole far fallire l'Aamps. E per farlo è disposto anche a compiere una pesante ingerenza: far sentire il fiato sul collo al magistrato che si troverà a decidere sulla sorte dell'azienda con una lettera che sa molto di avvertimento». Beppe Grillo non compra Il Tirreno ma evidentemente lo legge. E ieri pomeriggio, sul suo blog, ha rilanciato la notizia sulla nota che Ato e Regione hanno inviato al commissario giudiziale di Aamps, in cui si evidenziava come con la nascita di RetiAmbiente il servizio di gestione dei rifiuti passerà alla nuova maxi-azienda toscana e Aamps di fatto resterà uno scatolone vuoto.

A Grillo risponde il segretario comunale del Pd, Federico Bellandi: «Respingiamo al mittente le sue farneticanti accuse, l'unica ingerenza è quella di Beppe che evidentemente è diventato il tutore legale del sindaco Nogarin, il quale non riesce a rispondere da solo ma ha bisogno su qualsiasi tema di essere supportato dal blog e dal direttorio».

La notizia che Aamps non gestirà più i rifiuti a Livorno e che di conseguenza il piano industriale in definizione proprio in queste settimane di fatto risulterà inutile, ha creato scompiglio nel mondo grillino. «Siamo nel giusto vado, avanti», ha scritto l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, il principale sostenitore del concordato, dal suo profilo Facebook Thor Delli.

Ma la decisione di Lemmetti non placa le polemiche e gli interrogativi. Gli ex grillini Valiani e Grillotti puntano il dito su un tema caro a tutto il Movimento ed evidenziano un’incoerenza di fatto: e cioè che - lo hanno scritto l’Ato e la Regione - mai il consiglio comunale abbia revocato la delibera che aveva approvato il passaggio a RetiAmbiente.

E’ una partita che si gioca tutta in casa Cinque Stelle e l’accusa dei due ex è diretta all’amministrazione Nogarin ma anche agli ex compagni di movimento. «Nogarin e chi decide con lui e per lui ha già deciso da tempo, i documenti lo confermano - dice Valiani -. Non si spiegherebbe altrimenti il perché della bocciatura del mio atto di indirizzo per uscire dal percorso di RetiAmbiente e mantenere l'azienda dei rifiuti pubblica. Non si spiegherebbe in altri modi la fantomatica delibera annunciata da mesi dal gruppo di maggioranza e tutt'ora chiusa nei cassetti». E Grillotti mette alla prova i suoi ex colleghi di gruppo: «Prima lo dicevamo solo noi. Ma il sindaco e il gruppo di maggioranza, sicuramente, ci smentiranno, presentando la "mozione fantasma", anticipata alcuni mesi fa, di uscita dal percorso Aamps- RetiAmbiente».

Se la partita dell’entrata o meno in RetiAmbiente si disputa tutta in casa Cinque Stelle, Beppe Grillo punta il suo faro invece tutto sul Pd, giocando sull’equivalenza tra dirigenti di Ato e Regione e rappresentanti del Partito democratico.

«Il direttore del settore ambiente della Regione Toscana, con il direttore generale dell'Ato Costa, hanno scritto una lettera inviata direttamente al commissario giudiziale a cui è stata affidata la pratica del concordato Aamps - scrive Grillo -. Il contenuto è imbarazzante. I due infatti sostengono che dovrebbe guardarsi bene dal dar conto a un piano di concordato per Aamps, se non sul brevissimo periodo, perché già dalla fine di quest'anno con l'attivazione di Reti Ambiente l'Aamps sarà inglobata nel nuovo ente». E ancora: «Livorno non vuole il Pd, il Pd vuole i soldi dei cittadini livornesi e continua a ingerire sulle scelte non solo dell'amministrazione, ma anche degli organi indipendenti e di garanzia».

«Noi siamo preoccupati per il futuro della società, della città e della gestione del servizio di raccolta e gestione rifiuti in città - è la replica del segretario dei democratici Bellandi -. Anziché entrare in un circolo virtuoso dentro un ambito più vasto come quello di RetiAmbiente, si rischia che vengano assorbiti i lavoratori ma che il servizio venga fatto da un'azienda di ambito che non ha più radici sul territorio. L'abbiamo detto a più riprese che una volta che partirà RetiAmbiente il titolare del servizio sarà la nuova società. Ora lo scrivono anche i dirigenti. Tutto questo dipende da due cose: 1) il sindaco Nogarin ha abdicato al suo ruolo di scelta politica, e ciò emerge bene dalla lettera di Regione e Ato, il Comune ha demandato le scelte politiche che lui poteva fare al commissario giudiziale e al tribunale fallimentare; 2) si vorrebbe fare di Livorno una città stato, mentre Livorno è e deve essere pienamente inserita negli ambiti regionali di area vasta, in sanità, ambiente, industria, logistica. Pensare che Livorno sia indipendente e che l'unica cosa importante è che sia Nogarin a dare le carte è una visione miope. Che sta portando la città a sbattere contro un muro».

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