Il Tirreno

Livorno

Colline, il comitato del rione occupa l’ex circoscrizione 4

di Alessandro Farulli

Stavolta l’emergenza casa non c’entra, iniziativa del coordinamento autonomo «Con residenti e commercianti per uno spazio di discussione del quartiere»

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LIVORNO. Ennesima occupazione di un edificio pubblico, ma stavolta non c'entra l'emergenza abitativa. Alle prime ore di ieri mattina un gruppo di cittadini del quartiere Colline è entrato nell'ex sede della Circoscrizione 4, in via Menasci. «Abbiamo occupato il piano terreno di questa struttura chiusa ormai da un paio di anni - ha spiegato al Tirreno uno degli occupanti -. Siamo del coordinamento autonomo del quartiere di Colline e abbiamo deciso di compiere questo atto insieme ad abitanti e commercianti».

Stavolta il progetto dell'occupazione nasce dal desiderio di avere uno spazio comune dove svolgere «incontri per discutere dei problemi della nostra zona e anche della città». Sulla porta hanno subito appeso uno striscione che parla di un progetto di «partecipazione popolare».

Una decina le persone che si stanno alternando per mantenere sempre qualcuno nella struttura. In passato, spiegano, «si svolgevano incontri nei quali moltissimi venivano a discutere di dinamiche territoriali come la mobilità cittadina, il trasporto pubblico, i parcheggi, ma nel tempo queste riunioni, data la presenza ingombrante dei partiti, aveva portato al pessimo sistema della delega. Per questo abbiamo deciso un intervento forte e determinato e di staccarsi da queste dinamiche con l'obiettivo di rimettere al centro la partecipazione».

«La funzione dell'occupazione - proseguono - è di dare voce alle persone, ai comitati, ai commercianti. Un luogo dove discutere per la crescita e il miglioramento del quartiere. Portare qui idee proprie ma non interventi di genere qualunquista o assistenzialista. Ci mancava uno spazio e desideravamo un po' di visibilità. Questo progetto vuol mantenere il quartiere di Colline legato alla sua storia popolare e di periferia, perché averlo accomunato con il centro cittadino ha cambiato il suo tessuto».

I primi temi in discussioni sono «l'ospedale, siamo favorevoli che resti qui, ma discuteremo anche temi come quelli del referendum sull'acqua pubblica e su cosa sta succedendo nonostante l'esito».

L'occupazione è avvenuta intorno alle 7, alcuni commercianti poco dopo hanno portato da mangiare a dimostrazione, dicono, «del patto di solidarietà importante che esiste in questo quartiere».

Intorno alle 9.30 è arrivato anche il portavoce del sindaco Andrea Morini. «Sono stato contattato subito dagli occupanti - racconta Morini - che mi hanno segnalato la presenza di documenti con dati sensibili quali verbali e timbri. Ho apprezzato questo loro approccio e riferirò alla giunta cosa mi è stato detto e cosa ho visto. Sarà la giunta a decidere il da farsi. Queste persone hanno occupato il piano terra, dove c'è il salone e dove per un periodo c'è stata una sorta di Urp. Al primo piano, invece, che ha un altro ingresso, è tutto a posto». Per mercoledì prossimo alle 21.30 è già stata organizzata la prima assemblea pubblica del quartiere per la presentazione del progetto al quale «lavoriamo da un po’ di tempo».

Un'occupazione diversa dalle ultime che sono avvenute in città, ma che testimonia - al di là di come la si pensi e del rispetto della legge - come sia necessario trovare la migliore soluzione possibile per i tanti edifici pubblici alienati e al momento inutilizzati.

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