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Livorno

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di DON PAOLO RAZZAUTI

di DON PAOLO RAZZAUTI Il Livorno calcio è retrocesso in serie C, lega-Pro. Scusate, ma ci voleva che retrocedesse la squadra calcistica per capire che Livorno, ormai, è retrocessa da tempo? Non c'è...

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di DON PAOLO RAZZAUTI

Il Livorno calcio è retrocesso in serie C, lega-Pro.

Scusate, ma ci voleva che retrocedesse la squadra calcistica per capire che Livorno, ormai, è retrocessa da tempo?

Non c'è lavoro, non c'è casa per chi ne ha bisogno, si va avanti a slogan, si "arranca" ogni giorno di più, e non si riesce a capire che stiamo sempre più sprofondando?

Colpa di chi ha governato, prima? Colpa di chi governa ora?

Non lo so, forse l'unica stella che dovrebbe splendere su Livorno è "quella di Negroni che vuol dire qualità"!

Ma che qualità c'è oggi a Livorno? Quali speranze? C'è ancora chi ha voglia di lottare veramente?

Retrocessi? Sì, perché non abbiamo alcuna considerazione né a livello politico né finanziario né religioso: siamo una Città da serie C.

Eppure sono convinto che ci siano (e ci sono) ancora tanti livornesi che hanno voglia di lottare, di cambiare, di rinnovare.

Forse abbiamo bisogno non di "litigare" ma di una dialettica che abbiamo perduto.

Abbiamo bisogno di "ritrovarsi" per comprendere, per programmare, per fare progetti per far crescere la città.

Forse questa sera abbiamo compreso che siamo una città "in C" ma possiamo avere le potenzialità di essere "da A".

Bisogna riprendere un vero dialogo e confronto politico e di veri partiti, dobbiamo riacquistare fiducia in noi stessi, dobbiamo non dare sussidi ma cercare lavoro, quel lavoro che manca da troppo tempo.

Forse ci domandiamo se il Livorno calcio il prossimo anno risalirà...

chiediamoci se, come città, abbiamo voglia ed energia per risalire nella dignità e nel rispetto.

In questi giorni ho incontrato tanti volontari, tanta gente che viene "dalla gavetta" e non si è "inventata" da un giorno all'altro. Dobbiamo avere il coraggio di ripartire, di ridare fiducia alla città.

Oggi festeggeremo Santa Giulia: una giovane di coraggio. Mi auguro che i nostri giovani, aiutati dai più esperti, prendano il coraggio in mano e comincino a remare, con forza, anche quando il mare è grosso.

Ce la possiamo fare! Possiamo riprendere fiducia, ma facciamo brillare la stella della speranza e della convinzione, lasciando spazio a chi desidera portare lavoro a Livorno.

Livorno ce la può fare, ma dobbiamo essere noi livornesi ad esserne convinti.

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